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Bitches Brew

di Miles Davis · Album Bitches Brew

Sanctuary

Durata 10:53

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Dall'album

Bitches Brew

Bitches Brew

Miles Davis · 1970 · Track 4

Dati

Duración10:53
ÁlbumBitches Brew
Año1970

La storia dietro

Miles Davis registrò Sanctuary in un solo giorno, il 19 agosto 1969, presso lo Studio B della Columbia Records a New York City. Non era una sessione qualsiasi: faceva parte delle riprese che avrebbero dato forma a Bitches Brew, un disco che ruppe con quanto noto fino ad allora. Il brano, composto da Wayne Shorter, si estende per oltre dieci minuti, tempo sufficiente perché il gruppo esplorasse un paesaggio sonoro in cui la tromba di Davis si intreccia con il sax soprano di Shorter e i tastiere elettriche di Joe Zawinul (alla mano sinistra) e Chick Corea (alla destra). Il basso di Dave Holland, la chitarra di John McLaughlin e le percussioni di Don Alias e Juma Santos completano un'atmosfera che oscilla tra l'ipnotico e l'esplosivo, senza mai perdere di vista quella melodia che si ripete come un'eco lontana.Ciò che rende speciale Sanctuary non è solo la sua durata, ma come la sua struttura — basata su ripetizioni con variazioni — permetta a ogni musicista di avere spazio per improvvisare senza spezzare il filo. Il brano fu registrato dal vivo, con le take poi editate dal produttore Teo Macero, che compose il puzzle finale. Non cercavano un disco levigato: volevano catturare l'energia grezza di un momento in cui il jazz si mescolava con il rock, i ritmi africani e l'elettrificazione degli strumenti. Bitches Brew finì per essere un punto di svolta, ma Sanctuary è uno di quei brani che, anni dopo, continua a suonare fresco perché non sembra una registrazione in studio, bensì un istante unico in cui la musica fu creata senza rete.