Inizio · Canzoni · Charly García · Promesas sobre el bidet

Piano bar

di Charly García · Album Piano bar

Promesas sobre el bidet

Tonalità Dm Tempo 109 bpm Metro 4/4 Durata 2:44
Capotasto 0
Tonalità Dm
Vel.
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

Promesas sobre el bidet, secondo DoReSol

"Promesas sobre il bidet" suona come un gioco di specchi tra l’intimo e il pubblico, dove il testo si avviluppa in un dialogo che sembra sfuggire a un malinteso quotidiano. La voce di Charly García avanza su una base di tastiere che ripete uno schema ossessivo, quasi ipnotico, mentre il basso segna un ritmo che sembra più vicino a un dondolio che a un tempo tradizionale. Il ritornello, con quella domanda che oscilla tra tenerezza e acidità — «¿por qué me tratas tan bien, por qué me tratas tan mal?» — funziona come un gancio che non molla. Il brano si chiude con quella frase finale, quasi filosofica, sulle escursioni mentali che ciascuno compie e sull’impossibilità di trovare un accordo: «cada cual tiene un trip en el bocho; difícil que lleguemos a ponernos de acuerdo». Non è solo una canzone sulle promesse infrante, ma su come il ridicolo e il personale possano diventare arte senza chiedere permesso.

Il testo nacque da un momento chiave nella vita di García nel 1984, quando portava ancora le conseguenze di uno scandalo giudiziario a Córdoba per un incidente durante un concerto. L’intervista che García rilasciò a Roberto Pettinato per la rivista Libre si concluse con un malinteso: Jorge Fontevecchia pubblicò in copertina una foto di García nudo seduto su un water, con il titolo «Desnudamos a Charly García». La tensione tra i due rimase impressa nella canzone, dove García rimprovera Pettinato: «Vos me lo prometiste en el baño». Quell’atmosfera di incomprensione e umor nero si infiltrò nel testo, che García ultimò per includerlo in Piano Bar, il suo terzo album da solista. Registrato negli studi ION di Buenos Aires e mixato agli Electric Lady di New York, l’album ha un suono grezzo, quasi dal vivo, con poche sovraincisioni. La rivista Rolling Stone lo ha posizionato al 12º posto tra i migliori album del rock argentino, e il brano, con i suoi 2:46 di durata, è diventato un classico nei suoi concerti. Non c’è qui alcuna magniloquenza, solo la materia prima di un aneddoto trasformato in musica.

Dall'album

Piano bar

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Charly García · 1984 · Track 2

Dati

TonalitàDm
Metro4/4
Tempo109 BPM
Durata2:44
CompositoreCharly García
AlbumPiano bar
Anno1984
ISRCARF140300027

Crediti

Testo Charly García

Musica Charly García

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