Inizio · Canzoni · Gustavo Cerati · Otra piel
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Dall'album
Ahí vamos
Gustavo Cerati · 2006 · Track 9
Dati
La storia dietro
Il riff iniziale di Otra piel non assomiglia a nulla di ciò che Cerati aveva registrato prima. Non è un assolo di chitarra tradizionale, ma una linea melodica che si ripete come un sussurro elettrico, quasi come se la canzone respirasse tra una nota e l'altra. Il basso entra dopo, con un groove che non cerca di colpire forte, ma di intrecciarsi in quel loop di 4:41 che sembra fluttuare tra l'organico e il sintetico. La cosa più curiosa è che, nonostante l'aria minimalista, il brano non perde mai intensità: ogni strumento — la batteria con i suoi break inaspettati, i sintetizzatori che appaiono come lampi — ha il suo spazio, ma lasciando sempre che la voce di Cerati porti il peso della narrazione.
Lo registrarono nel 2006, in sessioni che mescolavano attrezzature analogiche a tocchi digitali, qualcosa che già esplorava dai tempi con i Soda Stereo. L'album Ahí vamos uscì nell'aprile di quell'anno e, contrariamente a quanto spesso accade con i lavori solisti, ebbe successo in diversi paesi contemporaneamente: Argentina, Cile, Colombia e Messico lo accolsero con vendite che superarono il disco di platino addirittura prima della fine delle prevendite. In Otra piel, Cerati gioca con l'idea di un suono grezzo ma curato, come se ogni strato di produzione fosse stato pensato perché l'ascoltatore avesse la sensazione di sentire qualcosa dal vivo, anche se non lo fosse. Il brano finì per essere uno dei più ascoltati dell'album, sebbene non sia mai stato un singolo ufficiale.