La storia dietro
Octavo día, secondo DoReSol
Quando Shakira si sedette a comporre Octavo día, non stava solo pensando a una melodia orecchiabile. Il testo, che scrisse lei stessa insieme a Lester Mendez, ci porta a immaginare un Dio che, dopo la creazione, si prende una pausa e al suo ritorno trova tutto sottosopra. È un modo per presentare la sua visione della divinità, qualcosa che esplorò per la prima volta in questa canzone, anche prima di How Do You Do. La canzone menziona figure come Michael Jackson e Bill Clinton, e persino il mitico Tarzan, tessendo un racconto che va oltre il letterale.
Questo brano, che fa parte del suo album ¿Dónde están los ladrones? uscito nel 1998, non ebbe un videoclip ufficiale, ma il suo messaggio risuonò forte attraverso la radio. La troviamo anche nel suo formato acustico nel concerto unplugged del 2000 e nel DVD del Tour de la Mangosta. Fu proprio in quest'ultimo tour che Octavo día acquisì una dimensione visiva sorprendente. Sugli schermi veniva proiettato un video in bianco e nero di George W. Bush e Sadam Huseín mentre giocavano a scacchi, mentre alcuni musicisti sul palco indossavano maschere di Richard Nixon e Fidel Castro. Shakira cercava con questo di trasmettere una critica più profonda, non solo sulla guerra in Irak, ma su come i leader a volte trattino i conflitti come un gioco, senza la serietà che meritano. L'immagine della morte che manipola questi "personaggi" con dei fili aggiungeva uno strato di simbolismo sul controllo e sulle conseguenze di tali azioni. Nonostante alcuni spettatori possano essersi sentiti confusi, il messaggio sulla svalutazione dei leader e sulla necessità di una visione politica nella musica, come lei stessa ha sottolineato nel Regno Unito, è rimasto impresso. La citazione di Jimi Hendrix alla fine del video invitava a riflettere sulla responsabilità e sulla percezione dell'arte.
Dall'album
Dónde están los ladrones?
Shakira · 1998 · Track 6
Dati
Crediti
Musica Shakira, Lester Mendez