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Saxophone Colossus

di Sonny Rollins · Album Saxophone Colossus

Moritat

Durata 10:04

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La storia dietro

Moritat, secondo DoReSol

Moritat suona come un sassofono che respira per la prima volta in uno studio vuoto. La registrazione del 22 giugno 1956 a Hackensack, New Jersey, fu catturata in mono, senza successivi ritocchi, come se il tempo si fosse fermato appena prima che lo strumento lasciasse andare la sua frase iniziale. Non ci sono strati di produzione a nasconderla: il suono grezzo del Saxophone Colossus di Sonny Rollins avanza con una chiarezza difficile da trovare oggi. La presa di quasi undici minuti — Durata esatta: 10:05 — non cerca abbellimenti, ma lascia che la melodia cammini da sola, come se ogni nota fosse un passo su un ponte invisibile.

Il brano nacque da un tema che per decenni era rimasto nell’ombra: Die Moritat von Mackie Messer, tratta da L’Opera da tre soldi. Rollins lo trasformò in una passeggiata improvvisata in cui il sassofono gioca con l’ombra del testo originale, senza però cantare le parole. Il contesto della sessione non aiuta a capirlo: quattro giorni dopo la registrazione, Clifford Brown e Richie Powell — compagni di Max Roach nel Clifford Brown/Max Roach Quintet — morirono in un incidente stradale mentre erano in viaggio verso Chicago. Rollins non era in quella macchina, eppure l’ombra di quella perdita si insinua nell’aria della registrazione. Il disco, prodotto da Bob Weinstock e registrato da Rudy Van Gelder, non era un disco qualsiasi: finì per definire Rollins come solista, anche se lui stesso lo registrò come membro di un altro gruppo.

Dall'album

Saxophone Colossus

Saxophone Colossus

Sonny Rollins · 1957 · Track 4

Dati

Durata10:04
CompositoreKurt Weill
AlbumSaxophone Colossus
Anno1957
ISRCUSFI85600004

Crediti

Testo Bertolt Brecht

Musica Kurt Weill