La storia dietro
Me quedo aquí, secondo DoReSol
Il brano Me quedo aquí ha quell'atmosfera di calma che lo rende diverso da ciò che Gustavo Cerati stava facendo in quel periodo. Non è un pezzo che sfrutta cambi bruschi o riff esplosivi, ma si basa su una melodia pulita, quasi intima, in cui la voce del musicista argentino si dispiega con una naturalezza che invita ad ascoltare. Il dettaglio che più sorprende è la sua struttura: sebbene non sia lungo, ogni sezione è pensata per respirare, come se ogni nota avesse il suo spazio. Il finale, poi, non si dissolve: si chiude con un colpo secco che lascia l'impressione che la canzone potrebbe continuare, ma decide di fermarsi proprio lì.
Lo registrarono all'alba, in una sola take e quasi senza preavviso. Il video nacque quasi per caso, subito dopo aver finito il clip di Lago en el cielo, quando Óscar Fernández decise di approfittare del momento e dell'umore di Cerati per catturarlo seduto su una sedia, mentre cantava come se nessuno lo stesse guardando. Il risultato non solo fissò quell'immagine serena, ma divenne uno dei singoli più ascoltati di Ahí vamos, l'album che lo riportò a un suono più crudo e diretto, lontano dagli arrangiamenti levigati dei suoi primi dischi solisti. In Argentina, Cile, Colombia e Messico ebbe così tanto successo da ottenere un disco d'oro, ma la cosa più curiosa è che, a differenza di altri successi dell'epoca, non ebbe bisogno di tournée estese o promozioni aggressive: la gente lo adottò spontaneamente.
Dall'album
Ahí vamos
Gustavo Cerati · 2006 · Track 6
Dati
Crediti
Testo Gustavo Cerati
Musica Gustavo Cerati