La storia dietro
Lago en el cielo, secondo DoReSol
L’ultima volta che Gustavo Cerati salì su un palco fu a Caracas, il 15 maggio 2010. Pochi minuti dopo, tutto cambiò. Quella sera chiuse con Lago en el cielo, una ballata che fluttua tra chitarre elettriche e melodie che sembrano sospese nell’aria. Non è il brano più rock di Ahí vamos, ma lì sta la sua magia: un contrasto tra la durezza del resto dell’album e questo pezzo intimo, quasi etereo. Lo stesso Cerati la definì la "perlina" del suo disco, un dettaglio che rivela come questo brano si sia distinto anche tra canzoni potenti come Crimen. La registrazione, di quasi cinque minuti e mezzo, gioca con strati sonori che invitano a perdersi, come se il cielo citato nel titolo fosse un luogo raggiungibile solo ascoltando con attenzione.
Il video di Lago en el cielo nacque da un’idea poco convenzionale: un concorso per fan iniziato nel giugno 2007. Tra i 400 partecipanti, Andy Fogwill —collaboratore stretto di Cerati— e l’ex Soda Stereo ne scelsero 34. Barchette di carta, disegni infantili e gabbiani sul mare si intrecciano in una sequenza che il musicista assemblò al computer. Non era un videoclip tradizionale, ma un *collage* di sguardi, come se ogni frammento fosse un pezzo di quel lago evocato nel titolo. A quel punto, Ahí vamos aveva già dimostrato che Cerati era al suo meglio: il disco debuttò con vendite che lo certificarono disco di platino in Argentina addirittura prima della pubblicazione, e in Messico raggiunse l’oro. Ma Lago en el cielo fu più di un semplice singolo: rimase un finale inaspettato, una canzone che molti conservarono nella memoria molto dopo che l’album smise di passare in radio.
Dall'album
Ahí vamos
Gustavo Cerati · 2006 · Track 7
Dati
Crediti
Testo Gustavo Cerati
Musica Gustavo Cerati