Inizio · Canzoni · Miles Davis · John McLaughlin
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Dall'album
Bitches Brew
Miles Davis · 1970 · Track 2
Dati
La storia dietro
In John McLaughlin, il chitarrista britannico dà il suo nome a una sessione che segnò una svolta radicale nel jazz. Registrata nell'agosto del 1969 presso Columbia's Studio B, a New York City, questo brano di 4:26 minuti è pura elettricità allo stato bruto: il basso distorto, la batteria con un groove che si diffonde, e quella chitarra di John McLaughlin che taglia l'aria come un coltello. Non c'è struttura rigida né temi predefiniti; il pezzo nasce dall'improvvisazione collettiva, con Miles Davis alla guida che indirizza il caos verso qualcosa che ancora oggi suona futuristico. Il produttore Teo Macero avrebbe poi montato le take in studio, ma ciò che ascolti è l'energia di tre giorni in cui il jazz si è incontrato con il rock senza filtri.
L'album, Bitches Brew, uscì nel marzo del 1970 e non fu un successo immediato, ma con il tempo divenne il punto di partenza della fusion jazz-rock. Miles Davis aveva già esplorato il suono elettrico in In a Silent Way, ma qui fece un passo avanti: strumenti amplificati, ritmi che si allungano come chewing gum e assoli che sembrano emergere dal nulla. John McLaughlin, con la sua tecnica vertiginosa, fu fondamentale in questo salto. Il brano porta il suo nome, ma in realtà è un ritratto del momento in cui il jazz smise di essere solo acustico per abbracciare la distorsione e la libertà senza vincoli.