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La storia dietro
Jailhouse, secondo DoReSol
Sublime prende il titolo da Jailhouse per una versione che mescola due canzoni distinte: l’originale di Bob Marley and The Wailers del 1965 e Roll Call di Tenor Saw. La versione di Bradley Nowell, registrata ad Austin, Texas, in tre mesi caotici, suona proprio come quel momento: ritmi che accelerano e frenano senza preavviso, come se la musica respirasse allo stesso ritmo del caos. La batteria colpisce forte, il basso si intreccia in linee reggae e lo ska affiora tra i cambi bruschi di tempo. Non ci sono correzioni in studio qui; ciò che ascolti è il risultato di sessioni in cui creatività e disordine andavano a braccetto.
La registrazione è stata affidata a Stuart Sullivan come ingegnere del suono, mentre Paul Leary si è occupato del missaggio e della produzione. Il risultato è una canzone di quasi cinque minuti (Jailhouse dura 4:53) che non sembra un semplice cover, ma una reinvenzione. Il testo, scritto da Nowell nel mezzo della sua lotta contro la dipendenza, riflette quella miscela di umorismo nero e crudezza che definisce Sublime. L’album, pubblicato il 30 luglio 1996 dalla MCA Records, è stato l’ultimo a cui Nowell ha partecipato prima della sua morte, e Jailhouse finisce per essere un riflesso di quell’energia grezza e senza filtri.
Dall'album
Sublime
Sublime · 1996 · Track 8
Dati