Inizio · Canzoni · Miles Davis · Freddie Freeloader

Kind of Blue

di Miles Davis · Album Kind of Blue

Freddie Freeloader

Durata 9:36

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Dall'album

Kind of Blue

Kind of Blue

Miles Davis · 1959 · Track 2

Dati

Duración9:48
ÁlbumKind of Blue
Año1959
ISRCUSSM15900114

La storia dietro

In Freddie Freeloader il blues si smonta e si riassembla in un altro modo. Non è un blues in dodici battute qualsiasi: prende la struttura classica del genere, ma sull'ultimo accordo di ogni giro —dove normalmente ci sarebbe un B♭7— compare un A♭7, una svolta che destabilizza la progressione e le conferisce quell'aria di suspense che non si risolve mai del tutto. Wynton Kelly, il pianista della sessione, sostiene il peso ritmico con un fraseggio che sa di taverna e di sudore, come se ogni nota stesse raccontando una storia di bar di Filadelfia o notti a New York dove il blues si mescola con qualcosa di più libero. La tromba di Miles Davis entra poi, serena ma con quella tensione che solo lui sapeva imprimere, mentre i sassofoni di John Coltrane e Cannonball Adderley si intrecciano in improvvisazioni che sembrano una conversazione tra vecchi amici che si capiscono senza parole.

La registrazione del brano avvenne il 2 marzo 1959 negli studi della Columbia a New York, nel mezzo di quelle sessioni che avrebbero poi dato forma a Kind of Blue. Kelly sostituì Bill Evans al piano per questo pezzo, e il cambiamento non fu casuale: Evans aveva suonato con Miles nel 1958, ma in questo brano cercavano un suono più terreno, più vicino al blues che al jazz cerebrale. Il titolo, secondo quanto si racconta, deriva da un certo Freddie, un tipo che si intrufolava nei concerti senza pagare —un *freeloader*— o forse dalla caricatura di Red Skelton, quel clown vagabondo che tutti ricordavano. Sta di fatto che il pezzo, con i suoi quasi dieci minuti di durata, è diventato una di quelle opere che non invecchiano: continua a suonare fresco perché, in fondo, non è solo blues né solo jazz modale, ma entrambe le cose insieme.