Inizio · Canzoni · Miles Davis · Flamenco Sketches
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Dall'album
Kind of Blue
Miles Davis · 1959 · Track 5
Dati
La storia dietro
Flamenco Sketches non suona come una canzone, ma come un viaggio che si costruisce strada facendo. Non c'è una partitura che guidi ogni nota: solo un pugno di accordi e un avvertimento: "qui improvvisiamo". La tromba di Miles Davis entra dolce, quasi timida, su un vamp di piano che ripete quattro battute su un Cmaj7 e un G9sus4. È lo stesso schema che Bill Evans utilizzò nel suo brano Peace Piece, ma qui funge da porta d'accesso a un mondo in cui ogni musicista decide quanto tempo rimanere in ogni modo. John Coltrane e Cannonball Adderley esplorano scale che vanno dal puro Ionian al Harmonic Minor sul D Phrygian Dominant, mentre il contrabbasso di Paul Chambers e la batteria di Jimmy Cobb disegnano un ritmo che sembra fluire senza sforzo. La magia sta nel fatto che, pur non essendoci una melodia scritta, tutti sanno esattamente dove si trovano e dove stanno andando: è jazz allo stato puro, dove la struttura è libertà.
Fu registrato da Miles Davis in due sessioni del 1959 presso lo 30th Street Studio di New York City, con un sestetto che includeva Bill Evans al piano —tranne in Freddie Freeloader, dove Wynton Kelly prese il suo posto—. Il disco, Kind of Blue, uscì nell'agosto di quell'anno e divenne l'album di jazz più venduto della storia, ma Flamenco Sketches non cerca di vendere nulla: cerca di far respirare ogni nota. La versione che tutti conoscono dura 9 minuti e 25 secondi, ma nelle riedizioni compare spesso un take alternativo completo, l'unica sopravvissuta da quelle due giornate di registrazione. Non ci sono cori né arrangiamenti forzati: solo sei musicisti, uno studio prestato e la decisione di fidarsi che, a volte, la cosa migliore che possa succedere è non sapere cosa verrà dopo.