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La storia dietro
El rito, secondo DoReSol
Gustavo Cerati compose El rito come una ballata che inizia con un’atmosfera quasi cerimoniale: prima arrivano quei suoni che evocano un rituale, poi il riff di chitarra che si pianta come un’ancora. Non è un’introduzione qualsiasi; è un richiamo che ti porta dritto al tema, con un testo che parla d’amore ma avvolto in quell’atmosfera che mescola il mistico con il terreno. La cosa più curiosa è che, invece di usare un sintetizzatore tipico degli anni ’80, Cerati scelse un organo Hammond degli anni ’70, uno strumento che dona alla canzone un peso vintage, come se il tempo si fosse fermato in qualche sala da concerto di un’altra epoca.La registrarono nello stesso anno in cui pubblicarono Signos, il loro terzo album, e da allora divenne un brano ricorrente nei loro concerti.
Soda Stereo la eseguirono durante la Gira Signos alla fine del 1986, ma in seguito la misero da parte fino a quando la ripresero per la Gira Animal (1990–1992), dove fu inclusa solo in 14 date al Teatro Gran Rex. Più tardi, Cerati la portò nei suoi tour da solista, arrivando a proporla in versione orchestrale dal vivo per 11 Episodios Sinfónicos (2001) al Teatro Avenida di Buenos Aires. L’ultima volta che Soda Stereo la registrarono in studio fu per il DVD della Gira Me Verás Volver (2007), dove le diedero una svolta più rock.
Dall'album
Signos
Soda Stereo · 1986 · Track 2
Dati
Crediti
Musica Gustavo Cerati