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Signos

di Soda Stereo · Album Signos

Sin sobresaltos

Durata 4:23

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Dall'album

Signos

Signos

Soda Stereo · 1986 · Track 1

Dati

Duración4:22
ÁlbumSignos
Año1986
ISRCARFSB0700899

La storia dietro

Il testo di Sin sobresaltos non spiega, accusa. Costruita su frasi brevi e taglienti, suona come un diario d’epoca filtrato dalla chitarra di Gustavo Cerati: “Non potrai cenare senza il tuo notiziario, non potrai fare la tua digestione senza scossoni”. C’è qualcosa nel ritmo della canzone che si pianta — non è solo la batteria di Charly Alberti a scandire un polso ossessivo, ma quella sensazione che l’aria sia carica di qualcosa che non arriva mai a esplodere. Il brano non sembra una protesta, ma un avvertimento: qualcuno sta dicendo ciò che i media non dicono, e lo fa con la stessa indifferenza con cui il potere mente.

L’album Signos uscì nel novembre 1986, quando l’Argentina sapeva ancora di Malvinas e censura. La band aveva già varcato l’oceano con Nada personal nel 1985, ma questo disco li consacrò come un fenomeno che non si limitava al Río de la Plata. Registrato negli studi di Buenos Aires con attrezzature prestate — come si usava all’epoca — il suono grezzo della registrazione dona alle canzoni una forza che nessun studio avrebbe potuto ottenere. Sin sobresaltos non fu un successo radiofonico immediato, ma durante il Gira Signos del 1987 già si insinuava tra i brani preferiti dal pubblico. Poi, durante la Gira Animal tra il 1991 e il 1992, la ripresero per chiudere quasi tutti i concerti, compreso l’ultimo allo Stadio Mundialista di Mar del Plata il 27 gennaio 1992. Durava 4:24, tempo sufficiente perché la batteria di Alberti e il basso di Zeta Bosio reggessero quella tensione senza sfociare nel caos.