La storia dietro
El niño de Guatemala, secondo DoReSol
Il bambino del Guatemala suona come una storia sporca raccontata a bassa voce. La chitarra entra con un ritmo che sembra camminare in un corridoio buio, mentre la batteria segna passi che non portano da nessuna parte. La voce del cantante non alza il tono, non urla: racconta una storia che tutti già conoscono ma che nessuno vuole ascoltare. C’è qualcosa in quella calma che fa avvicinare l’orecchio senza rendersene conto.Questo brano nacque in un momento in cui la band cercava un suono che suonasse più come loro stessi e meno come ciò che il pubblico si aspettava. Lo registrarono nel 1994, in uno studio non dei più attrezzati, ma dove il tempo contava meno del risultato.
Un altro Natale nelle trincee fu il disco che li portò fuori dalla scena locale e li mise di fronte a un pubblico più ampio, anche se il messaggio rimaneva lo stesso: uno sguardo ironico e senza filtri su ciò che accade nel paese. La canzone dura tre minuti e venticinque secondi — giusto il tempo necessario perché la storia finisca prima che l’ascoltatore possa allontanarsi.
Dall'album
Otra Navidad en las trincheras
El Cuarteto de Nos · 1994 · Track 18
Dati