La storia dietro
Desinhumano, secondo DoReSol
Juana Molina esplora il suono da anni come se fosse un territorio senza mappe. In Desinhumano —uno dei brani centrali di Doga, il suo primo disco con materiale nuovo in otto anni— non ci sono melodie che si risolvono con una conclusione chiara. Il brano avanza in cerchi, ma non come un loop vuoto: ogni ripetizione lascia qualcosa di nuovo nell’aria, come se la canzone si stesse costruendo in tempo reale. La base è ipnotica, quasi meccanica, ma con una svolta inaspettata negli ultimi minuti in cui tutto si disordina senza perdere coerenza.Il processo dietro Doga è iniziato nel 2019, quando Juana Molina preparava una serie di concerti chiamata *Improviset* insieme a Odín Schwartz.
Registravano ore di improvvisazione con sintetizzatori analogici e sequencer nel suo studio a General Pacheco, a sud della Grande Buenos Aires. Tra il 2020 e il 2025, quei materiali sono stati editati e raffinati nel suo studio casalingo e presso Sonorámica a Traslas, fino a dare forma a un album che rompe con quanto fatto in precedenza. Desinhumano dura esattamente 4:07, ma in quel breve lasso di tempo si trovano strati di suono che sembrano espandersi.
Dall'album
Doga
Juana Molina · 2025 · Track 3
Dati