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Doga 2025
Album · di Juana Molina ↗ Vai all'artista

Doga

L'ottavo album in studio di Juana Molina, intitolato Doga, è uscito nel novembre 2025. Questo lavoro segna una pietra miliare importante, essendo la sua prima pubblicazione di nuove composizioni in otto anni e la prima volta che collabora con un produttore dal suo album di debutto, Rara, nel 1996. I semi di Doga furono piantati nel 2019, quando Molina tenne una serie di concerti chiamata Improviset insieme a Odín Schwartz. Lì, registrarono almeno sessanta ore di improvvisazioni utilizzando sintetizzatori analogici e sequencer, materiale che in seguito sarebbe diventato la base dell'album.

Anno
2025
Canzoni
10
Durata
55 min 34 seg
Ascolta l'album

Sull'album

Doga, secondo DoReSol

La gestazione di Doga si estese tra il 2020 e il 2025, coprendo diversi spazi di registrazione. Parte del processo ebbe luogo nello studio casalingo di Molina a General Pacheco, Buenos Aires, e nello studio residenziale Sonorámica a Córdoba. Ci furono anche sessioni a Montreal, nello studio Hotel2Tango, dove collaborò con musicisti canadesi come Leslie Feist, Andrew Barr e Howard Bilerman. Fu in questa fase che Emilio Haro si unì come produttore. Con gran parte del materiale già sviluppato, Haro aiutò Molina a selezionare e dare forma alle estese ore di registrazione. Il suo contributo incluse incoraggiare Molina a reinterpretare le canzoni più volte e a concentrarsi sui testi, un metodo diverso da quello che era solita impiegare.

Doga è stato accolto con elogi dalla critica, che ha sottolineato il suo suono sperimentale e stimolante, considerandolo un'evoluzione dell'identità musicale di Molina. È stato notato che l'album approfondisce il modo particolare di Molina di fondere elementi elettronici, come sintetizzatori e programmazione, con texture organiche di chitarra, voce, basso e batteria. Le composizioni di Doga, come Desinhumano o Caravanas, evocano universi sonori propri, con una visione distorta che ne rende difficile la categorizzazione. Il disco è caratterizzato dall'uso di vecchi sintetizzatori analogici, che gli conferiscono un timbro distintivo, e dall'esplorazione di suoni che rimandano al "paranaturale", catturando texture sintetiche che imitano rumori della natura.