10 canzoni
Inizio · Album · Juana Molina · Doga
2025
Sull'album
Doga, secondo DoReSol
La gestazione di Doga si estese tra il 2020 e il 2025, coprendo diversi spazi di registrazione. Parte del processo ebbe luogo nello studio casalingo di Molina a General Pacheco, Buenos Aires, e nello studio residenziale Sonorámica a Córdoba. Ci furono anche sessioni a Montreal, nello studio Hotel2Tango, dove collaborò con musicisti canadesi come Leslie Feist, Andrew Barr e Howard Bilerman. Fu in questa fase che Emilio Haro si unì come produttore. Con gran parte del materiale già sviluppato, Haro aiutò Molina a selezionare e dare forma alle estese ore di registrazione. Il suo contributo incluse incoraggiare Molina a reinterpretare le canzoni più volte e a concentrarsi sui testi, un metodo diverso da quello che era solita impiegare.
Doga è stato accolto con elogi dalla critica, che ha sottolineato il suo suono sperimentale e stimolante, considerandolo un'evoluzione dell'identità musicale di Molina. È stato notato che l'album approfondisce il modo particolare di Molina di fondere elementi elettronici, come sintetizzatori e programmazione, con texture organiche di chitarra, voce, basso e batteria. Le composizioni di Doga, come Desinhumano o Caravanas, evocano universi sonori propri, con una visione distorta che ne rende difficile la categorizzazione. Il disco è caratterizzato dall'uso di vecchi sintetizzatori analogici, che gli conferiscono un timbro distintivo, e dall'esplorazione di suoni che rimandano al "paranaturale", catturando texture sintetiche che imitano rumori della natura.