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La storia dietro
Desafinado, secondo DoReSol
Nacque come uno scherzo che finì per diventare un inno. Negli anni cinquanta, quando la Bossa Nova sapeva ancora di novità e i puristi brasiliani la guardavano con diffidenza, Antonio Carlos Jobim e Newton Mendonça diedero forma a Desafinado come risposta a chi sosteneva che la nuova musica brasiliana suonasse come se i suoi interpreti cantassero stonati. Il testo, con il suo gioco di parole tra desafinado (stonato) e Bossa Nova —termine che qui appare per la prima volta—, non solo difendeva lo stile, ma lo battezzava. Il brano, registrato nel 1959 nell’album Chega de Saudade di João Gilberto, divenne il primo grande atto di ribellione melodica di un movimento che, anni dopo, avrebbe attraversato gli oceani.
Ma la svolta inaspettata arrivò quando Stan Getz e Charlie Byrd lo riscrissero nel 1962 per il loro disco Jazz Samba. Quello che in Brasile era un gesto di orgoglio locale, negli Stati Uniti divenne un fenomeno di massa: la versione strumentale salì fino alla posizione 15 nella classifica Billboard pop e al 4° posto in quella di musica leggera, mentre nel Regno Unito raggiunse il 11°. Il riconoscimento ufficiale arrivò l’anno successivo, quando Getz vinse un Grammy per Best Jazz Performance - Small Group Instrumental. Più tardi, nel 1965, l’inclusione di una versione strumentale in Getz/Gilberto —l’album che portò la Bossa Nova alle masse— lo rese il primo album jazz a vincere il Grammy come Album dell’Anno. Decenni dopo, la Rolling Stone brasiliana lo inserì tra le 14 migliori canzoni del paese. Nel frattempo, nel mondo anglosassone, due adattamenti con testi in inglese —uno di Jon Hendricks e Jesse Cavanagh, e un altro di Gene Lees— finirono per essere reinterpretati da leggende come Perry Como e Frank Sinatra, anche se nessuno riuscì a catturare appieno lo spirito giocoso dell’originale.
Dall'album
The Composer of Desafinado, Plays
Antonio Carlos Jobim · 1963 · Track 12
Dati