Inizio · Canzoni · João Gilberto · Bim bom

Chega de saudade

di João Gilberto · Album Chega de saudade

Bim bom

Tonalità G Tempo 182 bpm Metro 4/4 Durata 1:17
Capotasto 0
Tonalità G
Vel.
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

Bim bom, secondo DoReSol

Bim Bom è quel minuto e un quarto in cui tutto il samba si ripiega su se stesso per respirare. Non è una canzone che avanza: rimane ferma, come se il tempo si fosse fermato nell’istante in cui una lavandaia bilancia un cesto di panni sulla testa lungo il fiume São Francisco. João Gilberto non la canta; la lascia scivolare via, dolcemente, con la chitarra che segna un ritmo che sembra inventato al momento. Il titolo stesso —Bim Bom— suona come due colpi di nocche su una porta, un ritmo che non chiede permesso per esistere. Non ci sono cori, né orchestrazione, né fretta: solo la voce pulita, quasi sussurrata, e quel arpeggio che si ripete come un battito.

La scrisse nel 1956, quando ancora non c’era nome per ciò che stava nascendo. Gilberto la portò con sé fino a Rio, dove la provò tra amici prima che il mondo sapesse cos’era la bossa nova. Non fu un successo immediato, ma bastò perché Antônio Carlos Jobim —pianista di formazione classica e amante del jazz— gli si avvicinasse con un’idea: prendere il samba più sincopato e renderlo più piccolo, più intimo. Quello che iniziò come un esercizio di chitarra divenne uno stile che scosse i circoli musicali di Rio. Due anni dopo, nel 1958, Gilberto registrò Chega de Saudade con Elizete Cardoso, e quel disco —con i suoi arrangiamenti minimalisti e la sua voce al limite del sussurro— divenne il primo documento ufficiale della bossa nova. La gente ancora non lo sapeva, ma aveva appena ascoltato il futuro.

Dall'album

Chega de saudade

Chega de saudade

João Gilberto · 1959 · Track 11

Dati

TonalitàG
Metro4/4
Tempo182 BPM
Durata1:17
AlbumChega de saudade
Anno1959
ISRCDEUE12609341
0:00
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