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La storia dietro
Chega de saudade, secondo DoReSol
Chega de Saudade non è solo una canzone: è il suono che ha cambiato il modo di ascoltare la chitarra in Brasile. Quello che oggi sembra naturale — quel modo di pizzicare il violão con una precisione quasi matematica, come se ogni nota respirasse — è nato qui, in uno studio preso in prestito a Rio de Janeiro. Non fu un caso, ma il risultato di mesi di prove finché João Gilberto trovò l’equilibrio tra la melodia di Antônio Carlos Jobim e il testo di Vinícius de Moraes. Il curioso è che, quando Elizeth Cardoso la registrò per la prima volta nell’aprile del 1958 per il disco Canção do Amor Demais, nessuno le diede importanza.
Il pubblico non era pronto per quel violão che non seguiva il ritmo tradizionale, ma lo sfidava con una calma che sembrava un errore. Ma nel luglio dello stesso anno, Gilberto la registrò di nuovo come singolo, questa volta con il suo marchio di fabbrica: una voce sussurrata, quasi intima, e quella percussione che non veniva dalla batteria, ma dalle corde dello strumento. La gente non lo sapeva, ma stava ascoltando la nascita della bossa nova.
Dall'album
Chega de saudade
João Gilberto · 1959 · Track 1
Dati
Crediti
Musica Antonio Carlos Jobim, Vinícius de Moraes