Inizio · Canzoni · Thelonious Monk · Ba-lue Bolivar Ba-lues-are

Brilliant Corners

di Thelonious Monk · Album Brilliant Corners

Ba-lue Bolivar Ba-lues-are

Durata 13:07

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Dall'album

Brilliant Corners

Brilliant Corners

Thelonious Monk · 1957 · Track 2

Dati

Duración13:07
ÁlbumBrilliant Corners
Año1957
ISRCUSFI85700101

La storia dietro

La prima volta che ho ascoltato Ba-lue Bolivar Ba-lues-are, sono rimasto affascinato da quel ritmo che sembra muoversi in cerchi, come se il piano e il sax si inseguissero senza mai incontrarsi. Non è una melodia che procede in linea retta: avanza a spirale, con pause che respirano e cambi di tempo che costringono a lasciare ciò che si sta suonando per riagganciarsi. Monk la registrò in una sola take nell'ottobre del 1956, con un quintetto che includeva Sonny Rollins e Max Roach, ma la cosa più curiosa è il titolo: non è un nome, ma un'imitazione di come lo stesso Monk pronunciava "Blue Bolivar Blues". Il "Bolivar" deriva dal Bolivar Hotel di Manhattan, dove abitava Pannonica de Koenigswarter, una mecenate del jazz che compare in diversi brani di Monk. Il brano dura tredici minuti, ma in quel tempo si intrecciano strati di improvvisazione che rendono ogni ascolto diverso.

Lo registrarono in due sessioni separate da settimane, nell'ottobre e nel dicembre del 1956, come parte delle take per l'album Brilliant Corners. Orrin Keepnews, il produttore, dovette editare frammenti di take diverse per assemblare la versione finale, perché Monk non soleva ripetere due volte la stessa cosa uguale. Quello che rimase fu un pezzo che non sembra una registrazione in studio, ma piuttosto una prova che si è protratta più del previsto: i musicisti entrano ed escono dai temi come se stessero sperimentando idee al momento. Il risultato è un brano che non assomiglia a nient'altro nel jazz dell'epoca: né una ballata, né un puro hard bop, ma qualcosa che esiste in quel confine dove il strutturato e il libero si scontrano.