La storia dietro
Luis Alberto Spinetta scrisse Alcanfor nel 1970, quando ancora era nel Almendra, un gruppo che contribuì a formare il rock nazionale argentino. La canzone fu registrata più tardi, nel 1988, come parte dell'album Téster de violencia, un disco che cerca di comprendere la violenza da dentro, non solo da fuori. La testo parla di corpi come luoghi dove la violenza agisce, usando immagini come navi intrappolate in sabbia o rovine che diventano corpi.
La canzone è l'ultimo brano del LP originale, e nel CD del 1991 fu aggiunto un brano in più. La voce del testo è in terza persona, come se parlasse di un gruppo. Spinetta ha menzionato che il titolo si riferisce alla sua infanzia, alla sua madre, che gli applicava l'alcol con l'acanforo per curare le sue cicatrici della varicella. La strofa finale, su "bloques e rayas che asaltan mi espacio", evoca i suoi timori per cose grandi, come locomotive o lo stadio Monumental.