La storia dietro
Alcanfor, secondo DoReSol
La canzone Alcanfor suona come un sussurro che si intreccia tra il sogno e il viscerale. Spinetta la scrisse nel 1970, quando ancora guidava Almendra, ma finì per includerla come brano di chiusura di Téster de violencia nel 1988, un disco che sa di urgenza e di pelle. Il testo, raccontato in terza persona plurale, parla di corpi intrappolati nelle rovine, navi arenate sulla sabbia e qualcosa che "assalta lo spazio": blocchi, strisce, locomotive. Non è una canzone da ascoltare, ma da sentire, come se il tempo stesso si fosse fermato in un gesto d’infanzia.
Il titolo viene dal ricordo: da bambino, sua madre gli applicava alcol canforato per lenire i segni della varicella. Ma c’è anche qualcosa di più oscuro in quelle parole. Spinetta collegò il tema alle sue paure infantili delle masse di cemento, come lo stadio Monumental del River Plate, che per lui erano come invasioni del suo mondo. L’album Téster de violencia nacque in un contesto in cui la democrazia argentina appena respirava, ma le ombre della dittatura ancora incombevano. Spinetta lo registrò dopo un doppio album con Fito Páez e dopo aver vissuto il dolore che, durante i concerti di presentazione, fossero uccise le madri del suo compagno. Il dolore si trasformò in musica, e Alcanfor rimase come un ponte tra il personale e l’universale, tra ciò che fa male e ciò che guarisce.
Dall'album
Tester de violencia
Luis Alberto Spinetta · 1988 · Track 10
Dati
Crediti
Testo Luis Alberto Spinetta
Musica Luis Alberto Spinetta