🇫🇷 FR · Francia · Capitolo 6 di 7
La Musica Elettronica Francese: Il French Touch che Ha Ridefinito la Musica da Club (1993–2021)
Il 22 febbraio 2021, un breve video apparve sui social media dei Daft Punk. Non c'erano parole, non c'era alcun comunicato stampa. Solo l'immagine di due robot — i caschi dorato e argentato che per ventotto anni erano stati gli unici volti pubblici del duo — e una scena del videoclip della loro canzone "Touch" in cui uno dei robot si disconnette. L'altro lo guarda. Tutto finisce.
Fu il finale più silenzioso e più elegante possibile per la carriera più influente della musica elettronica europea. E fu, in un certo senso, del tutto coerente con il modo in cui avevano cominciato: nel 1993, due studenti liceali di Parigi — Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo — decisero di fare musica elettronica e decisero simultaneamente che nessuno avrebbe saputo chi fossero. I caschi, l'identità da robot, il mistero assoluto: tutto fu un progetto fin dall'inizio, un modo per far contare la musica più delle persone che la facevano.
Ciò che costruirono in ventotto anni fu la carriera più coerente e più influente della musica elettronica della loro epoca. E lo fecero da Parigi, nel contesto di un movimento — il French Touch — che dimostrò che l'Europa poteva esportare musica da ballo nel mondo anglofono con la stessa convinzione con cui il mondo anglofono esportava tutto il resto.
Il French Touch: Quando Parigi Reinventò la House
La musica house nacque a Chicago all'inizio degli anni ottanta — nei club del South Side dove Frankie Knuckles mescolò la disco dei settanta con i sintetizzatori degli ottanta per creare qualcosa che non esisteva prima. Il techno nacque a Detroit quasi simultaneamente. Negli anni novanta entrambi i generi avevano attraversato l'Atlantico e raggiunto l'Europa, dove le scene di Manchester, Berlino e Amsterdam li svilupparono con l'intensità specifica dei loro contesti locali.
Parigi si avvicinò al genere da un'angolazione diversa. Ciò che i produttori e i DJ francesi emersi a metà degli anni novanta — Daft Punk, Cassius, Air, Étienne de Crécy, Motorbass — aggiunsero alla house anglosassone fu uno strato di calore funk e di eleganza melodica che proveniva direttamente dalla tradizione musicale francese: più colore, più groove, più umorismo, meno oscurità del techno tedesco e meno rudezza della house di Chicago.
Il termine French Touch fu coniato dalla stampa musicale britannica per descrivere quel suono specifico: la house fatta dai francesi che suonava inevitabilmente francese, anche se nessuno riusciva a definire esattamente cosa rendesse qualcosa francese. Era la stessa domanda che i critici si erano posti con Debussy e con Piaf: c'è qualcosa nella cultura musicale francese che produce suoni riconoscibili come propri.
Daft Punk: I Robot che hanno Fatto la Storia
Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo si conobbero al lycée Carnot di Parigi all'inizio degli anni novanta. Formarono prima una band rock — i Darlin' — che ricevette una recensione sulla stampa musicale britannica che li descriveva come "daft punky trash" (spazzatura punk stupida). Presero l'insulto, lo abbreviarono e lo adottarono come nome del loro nuovo progetto elettronico: Daft Punk.
Il loro primo singolo, "The New Wave" (1994), uscì attraverso l'etichetta scozzese Soma Quality Recordings. "Da Funk" (1995) cominciò a risuonare nei club di tutta Europa. E nel gennaio del 1997 pubblicarono Homework — il loro primo album, registrato nel loro appartamento parigino che chiamavano "Daft House" — che ridefinì ciò che la musica da ballo poteva essere: house mescolata con il funk degli anni settanta, la disco, la techno, con una produzione che suonava allo stesso tempo classica e completamente nuova.
"Around the World" (1997) — sette minuti di un unico riff di basso ripetuto con variazioni di sintetizzatore, il cui video di Michel Gondry mostrava diversi personaggi che danzavano in cerchi concentrici — raggiunse il numero uno nelle classifiche dance di Stati Uniti, Canada, Spagna e Regno Unito. Era la prima volta che un duo francese di musica elettronica arrivava in cima alle classifiche anglosassoni con un suono identificabilmente francese.
Discovery (2001) — il loro secondo album — fu il salto definitivo nel mainstream globale: "One More Time," "Digital Love," "Harder, Better, Faster, Stronger" — canzoni che usavano campioni di funk e disco degli anni settanta, vocoder e sintetizzatori per creare qualcosa che suonava allo stesso tempo antico e futuristico. Kanye West avrebbe campionato "Harder, Better, Faster, Stronger" per "Stronger" (2007) — il collegamento tra il French Touch e l'hip-hop americano più influente del decennio.
Nel 2006 si esibiroно al Coachella dall'interno di una piramide al neon che divenne una delle performance dal vivo più memorabili nella storia del festival. Non mostrarono i loro volti. I caschi erano sufficienti.
Random Access Memories (2013) fu il loro capolavoro e il congedo artistico più ambizioso: un album registrato con musicisti reali invece di campioni digitali, con Nile Rodgers (chitarrista degli Chic) alla chitarra, Pharrell Williams e Julian Casablancas alle voci, e il leggendario produttore disco Giorgio Moroder che narrava la propria storia in una delle tracce. Il risultato fu un album che suonava come se l'età dell'oro del funk e della disco degli anni settanta avesse trovato il futuro che meritava.
"Get Lucky" — il singolo con Pharrell e Nile Rodgers — raggiunse il numero 2 della Billboard Hot 100 e fu il brano più onnipresente del 2013 in praticamente tutti i mercati del mondo. Alla cerimonia dei Grammy del 2014, Random Access Memories vinse l'Album of the Year — la prima volta che un artista di musica elettronica vinceva quel premio — oltre a Record of the Year, Best Dance/Electronic Album e Best Pop Duo/Group Performance. Quattro Grammy in una sola notte.
Si separarono nel febbraio del 2021. Non fornirono spiegazioni. Il video di "Touch" fu il loro congedo.
Air: Il French Touch Più Atmosferico
Mentre i Daft Punk costruivano l'edificio centrale del French Touch, Air — Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel — ne costruiva l'ala più contemplativa. Il loro primo album, Moon Safari (1998), è una delle registrazioni più belle della musica elettronica degli anni novanta: un album di downtempo e ambient pop che combinava sintetizzatori analogici degli anni settanta con melodie vocali sussurrate e un'atmosfera di sogno lucido che non assomigliava a nessun altro disco della sua epoca.
"Sexy Boy", "All I Need", "Kelly Watch the Stars": canzoni che potevano essere messe in un club o in un appartamento alle tre di notte con lo stesso effetto. Sophia Coppola le scelse per la colonna sonora di Le vergini suicide (1999) — la prima collaborazione tra gli Air e il cinema, che stabilì la loro estetica come musica cinematografica per eccellenza.
Justice e la Seconda Generazione
Gaspard Augé e Xavier de Rosnay — Justice — arrivarono con un decennio di ritardo ma con un suono completamente proprio: rock e metal passati attraverso il filtro della musica elettronica, con distorsione e aggressività che il French Touch originale non aveva mai esplorato. Il loro album di debutto † (Cross, 2007) fu uno dei dischi elettronici più influenti della seconda metà degli anni 2000: "D.A.N.C.E." — con il suo coro di voci infantili e il suo groove irresistibile — fu il tormentone dell'estate europea di quell'anno. "DVNO" con il suo basso distorto anticipò ciò che la musica elettronica avrebbe fatto negli anni successivi.
Justice fu anche il primo atto dell'etichetta Ed Banger Records — la casa discografica fondata da Pedro Winter ("Busy P"), il manager dei Daft Punk — che divenne il nuovo centro del French Touch per la generazione successiva.
Il Lascito
Il French Touch non ha solo prodotto musica: ha prodotto un modo di intendere la musica elettronica che ha influenzato tutto ciò che è venuto dopo. L'idea che l'elettronica potesse essere calda, melodiosa, funky — che non dovesse essere fredda e minimalista come il techno tedesco o aggressiva come il rave britannico — ha cambiato ciò che i produttori di tutto il mondo pensavano fosse possibile fare con sintetizzatori e computer.
Kanye West avrebbe campionato i Daft Punk. Pharrell Williams avrebbe collaborato con loro. The Weeknd avrebbe inciso con loro. L'influenza del French Touch sul pop mainstream degli anni 2000 e 2010 è talmente vasta da risultare impossibile da misurare: è nella texture del suono, nel modo in cui il funk e il disco degli anni settanta sono diventati un riferimento per una generazione che non li aveva vissuti.
E al centro di tutto ciò, due robot francesi che non mostrarono mai il loro volto.
Nota editoriale: Thomas Bangalter spiegò una volta perché i Daft Punk rifiutarono di essere nominati alle Victoires de la musique française — i premi dell'establishment musicale del loro paese — pur accettando i Grammy americani. La risposta riguardava il mistero: "Nel momento in cui definisci chi sei e da dove vieni, il mistero svanisce." Volevano essere robot, non francesi. Volevano essere musica, non biografia. In questo erano più fedeli alla tradizione di Debussy — che rifiutò di essere chiamato impressionista — e di Ravel — che rifiutò la Légion d'honneur — che a qualsiasi tendenza del pop contemporaneo. Gli artisti francesi hanno una lunga storia di rifiuto delle etichette che altri impongono loro. I Daft Punk lo fecero semplicemente indossando caschi da robot.
10 · 3 en DoReSol
Top 10 della Musica Elettronica Francese
One More Time
Daft Punk · 2000
La house più euforica del cambio di millennio. Il vocoder che canta "one more time / we're gonna celebrate" come se fosse una preghiera. La canzone che ha portato il French Touch nel mainstream globale in modo definitivo.

Get Lucky
Daft Punk · 2013
Il singolo più onnipresente del 2013. Grammy per la Registrazione dell'Anno. Nile Rodgers alla chitarra funk che ha ridefinito gli anni settanta, Pharrell che canta della fortuna, i robot che producono il ponte tra le epoche.
Around the World
Daft Punk · 1997
Il numero uno in quattro paesi che ha annunciato al mondo che c'era qualcosa di nuovo a Parigi. Sette minuti di un unico riff ripetuto che dimostra che la ripetizione, ben costruita, è arte.
Sexy Boy
Air · 1998
Il downtempo francese nella sua versione più ipnotica. Il French Touch nella sua dimensione più contemplativa e più cinematografica. La canzone che Sofia Coppola ha scelto per i suoi film.
Harder, Better, Faster, Stronger
Daft Punk · 2001
Il manifesto robotico del pop elettronico. Campionato da Kanye West in "Stronger" (2007) — il legame tra il French Touch e l'hip-hop americano.
D.A.N.C.E.
Justice · 2007
Il coro di voci infantili e il groove distorto della seconda generazione del French Touch. Justice che porta il suono parigino verso il rock con la convinzione di chi sa che i confini tra i generi sono convenzioni.
Da Funk
Daft Punk · 1995
Il primo grande successo dei Daft Punk e l'annuncio del French Touch come fenomeno musicale. Il funk americano degli anni Settanta passato attraverso il filtro parigino degli anni Novanta.
All I Need
Air · 1998
La ballata elettronica più delicata del French Touch. La voce di Beth Hirsch sui sintetizzatori analogici degli Air: il calore umano dentro la macchina.
Music Sounds Better With You
Stardust · 1998
Il progetto effimero di Thomas Bangalter con Alan Braxe e Benjamin Diamond. Un'unica canzone, perfetta, che definisce meglio di qualsiasi altra cosa il French Touch volesse essere: la gioia pura del ballo trasformata in musica.
Digital Love
Daft Punk · 2001
L'amore nell'era digitale nella sua versione più pop e più diretta. Il assolo di chitarra dei Chic campionato all'interno di una produzione elettronica: la storia della musica popolare condensata in quattro minuti.
Prossimo e ultimo capitolo — Serie Francia: L'Hip-Hop Francese e il XXI Secolo — NTM, IAM, MC Solaar, Stromae e la scena francese contemporanea che parla di identità, immigrazione ed Europa.
La serie completa
Francia
La chanson, lo yé-yé, il rap francese. Una tradizione di parola prima della melodia.
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CAP 01
🇫🇷 Cap 01
La Chanson Française: L'arte di cantare ciò che non può essere detto in altro modo (XIX secolo–presente)
In francese esiste una parola — chanson — che significa semplicemente "canzone".
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CAP 02
🇫🇷 Cap 02
Il Cabaret e il Music Hall: La Parigi che Tutto il Mondo Voleva Essere (1880–1960)
Alla fine del XIX secolo, Parigi era la città più libera del mondo occidentale in un senso molto specifico: la libertà di mostrare il corpo, di ridere del potere, di mescolare le c
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CAP 03
🇫🇷 Cap 03
Lo Yé-yé e il Pop Francese: La Generazione che Ha Reinventato la Canzone con le Orecchie Puntate verso l'America (1960–1980)
Il 22 giugno 1963, una folla di duecentomila persone si radunò a Place de la Nation a Parigi per un concerto all'aperto organizzato dall'emittente radiofonica **Europe 1** — la ste
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CAP 04
🇫🇷 Cap 04
La Musica Classica Francese: Debussy, Ravel, Satie e il Suono che Ha Cambiato il Mondo (secoli XIX–XX)
Quando il giovane **Claude Debussy** studiava al Conservatorio di Parigi negli anni Ottanta del XIX secolo, i professori gli chiedevano ripetutamente quale regola seguisse nel comp
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CAP 05
🇫🇷 Cap 05
Il Jazz in Francia: Perché Parigi Fu la Capitale Mondiale del Jazz (1920–1960)
Alla fine degli anni venti, un musicista nero di New Orleans di nome **Sidney Bechet** arrivò a Parigi e si trovò di fronte a qualcosa che non aveva mai sperimentato nel suo paese
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CAP 06 sei qui
🇫🇷 Cap 06
La Musica Elettronica Francese: Il French Touch che Ha Ridefinito la Musica da Club (1993–2021)
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CAP 07
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L'Hip-Hop Francese e il XXI Secolo: La Voce di Chi la Repubblica Preferiva Non Ascoltare (1982–oggi)
Nell'estate del 1982, il promoter **Bernard Zekri** organizzò a Parigi il primo grande concerto hip-hop tenuto al di fuori degli Stati Uniti. Si chiamò **New York City Rap Tour** e
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