1 album · 1970
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Biografia
Anche se il gruppo si sciolse, Moris non si fermò. Nel 1967 scrisse *Ayer nomás*, che fu popolarizzato da Los Gatos. Mentre registravano questa canzone, approfittò di un momento per registrare alcuni brani suoi. Questi registri diventarono la base del suo primo album, che uscì due anni dopo. In quel album parteciparono persone come Javier Martínez, Pappo e Claudio Gabis.
Nel 1970, lanciò *Treinta Minutos de Vida*, il suo primo album in solitario. Lì c'era *El Oso*, la sua canzone più famosa. All'inizio dei sette anni, cominciò a lavorare su un progetto più ambizioso. Nel 1974, pubblicò *Ciudad de guitarras callejeras*, registrato in un studio con un console di otto canali. Nelle registrazioni parteciparono diversi musicisti, tra cui Litto Nebbia, Juan Ciro Fogliatta e il direttore di archi Rodolfo Alchourrón. La copertina dell'album aveva foto di Eduardo Pere, una di esse mostrava il volto di Moris, un'altra la sua figura sola in una strada del Dock Sud.
L'album apriva con “Mi querido amigo Pipo”, una canzone che ricordava il suo coautore di *Ayer nomás*. Il suono era tanguero, con una chitarra acustica a dodici corde e effetti di pedal wah wah. Moris cantava con un tono grave, come se stesse parlando di un momento del passato. L'atmosfera era malinconica, con un tocco di archi morbidi. “Le silbei a Alchourrón la melodia e lui la trascrisse”, ricorda. Fu un momento di creatività e connessione tra musicisti.
Dati
- Nacimiento
- 19 nov 1942
- País
- 🇦🇷 Argentina
- Género
- Rock