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🇲🇽 Messico · 1995 — presente

Molotov

Quando Molotov irruppe sulla scena a metà degli anni '90, portarono con sé un suono che non assomigliava a nulla di ascoltato nel rock in spagnolo. Non era solo il rap metal a distinguerli, ma il modo in cui quel genere si fondeva con testi che non chiedevano permesso per parlare di politica, corruzione e doppia morale. Il basso di Micky Huidobro segnava un groove ancorato al funk, mentre le chitarre di Tito Fuentes e le voci di Randy Ebright e Paco Ayala gli conferivano un peso grezzo e diretto. Non cercavano di suonare come nessun altro, e questo si notava in ogni nota.

Il salto alla fama arrivò quasi per caso. Nel 1995, dopo aver vinto un concorso organizzato dalla Coca-Cola, la band si formò ufficialmente a Città del Messico con Huidobro e Fuentes come nucleo. Ma la vera svolta arrivò quando un dirigente della Universal Music li ascoltò come gruppo di apertura per Héroes del Silencio e offrì loro un contratto discografico. Il processo non fu semplice: vendevano le proprie cassette ai concerti e provavano in garage mentre lo scetticismo li circondava. Quando, nel luglio 1997, uscì ¿Dónde jugarán las niñas?, nessuno si aspettava che un disco con brani come Gimme The Power o Puto avrebbe venduto oltre un milione di copie in Messico. La polemica fu immediata: le radio si rifiutarono di trasmetterlo, i negozi ritirarono l'album dagli scaffali e alcuni arrivarono a bruciarlo in pubblico. Ma quella censura non fece altro che alimentare il fuoco.

3 Album
34 Canzoni
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3 album · 1997 — 2002

Discografia completa

Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Quello che iniziò come un atto di ribellione divenne un fenomeno. Il disco non dominò solo le classifiche in Messico, ma varcò i confini: arrivò negli Stati Uniti, in Cile, in Spagna e in Argentina, dove si esibirono al Surco Fest Concert nel 1998. Negli USA, testate come il The New York Times lo inclusero tra i migliori del 1998, e in Spagna, Gimme The Power raggiunse la prima posizione nelle radio. Anche in Germania e in Giappone trovarono pubblico, una rarità per una band di lingua spagnola all'epoca. La miscela di umorismo nero, critica sociale ed energia grezza li rese unici, ma li portò anche a essere fraintesi. Quando Puto fu accusata di omofobia, la band chiarì che si riferiva solo a chi non osava divertirsi ai loro concerti. La risposta fu immediata: in Germania, il primo concerto del tour si concluse con il pubblico LGBTQ+ a braccia conserte in segno di protesta.

L'impatto di ¿Dónde jugarán las niñas? andò oltre la musica. Nel 1998, il brano Voto Latino divenne il primo rock latino a raggiungere la vetta delle classifiche negli Stati Uniti, e l'album fu nominato ai Latin Grammy come Miglior Album di Rock Latino/Alternativo. Ma oltre ai riconoscimenti, ciò che rimase fu l'eredità di una band che non seguiva regole. Registrato con Gustavo Santaolalla e Aníbal Kerpel alla produzione, il disco suonava grezzo, come se ogni brano fosse stato catturato in un'unica take. E in un certo senso, era così: l'energia dei loro live si era infiltrata in ogni traccia. Nel 1999, erano l'unica band in spagnolo al Vans Warped Tour, condividendo il palco con gruppi come Deftones. La rivista Bass Player li dichiarò nel 1998 come la band con il basso più potente del decennio, ma ciò che conta davvero è che, senza volerlo, avevano ridefinito ciò che il rock in spagnolo poteva essere.

Dati

Nascita
23 set 1995
Paese
🇲🇽 Messico
Genere
rapcore

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