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🇪🇸 Spagna · 1950 — presente

Camarón de la Isla

Il suono di Camarón non assomiglia a nessun altro. La sua voce, tra rotta e serena, trascina il peso dei secoli ma si spezza in note che sembrano proiettate nel futuro. Non è solo un cantaor: è un ponte tra il cante jondo più ancestrale e qualcosa di nuovo che ancora non aveva nome. Quando lo si ascolta in La Leyenda del Tiempo, quel disco del 1979, si avverte che non cercava di imitare nessuno. Mescola palmas gitane con echi di jazz, testi di Lorca con chitarre che sembrano respirare, e tutto suona come se il flamenco avesse finalmente trovato la sua elettricità. Non è un disco che si ascolta: si vive.

Prima di allora, negli anni Sessanta e Settanta, Camarón era già una figura nei tablaos di Madrid. A Torres Bermejas, dove rimase dodici anni, affinò il suo stile al fianco di Paco de Lucía, un chitarrista che stava ridefinendo anche i confini del flamenco. Insieme incisero nove dischi tra il 1969 e il 1977, ma fu in El Camarón de la Isla — il loro primo lavoro insieme — che emerse quella miscela di tradizione e audacia che poi avrebbero portato all’estremo. I tangos Detrás del tuyo se va furono il loro primo successo, ma in realtà stavano già inventando un nuovo linguaggio.

1 Album
10 Canzoni
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Canzoni essenziali

1 album · 1979

Discografia completa

Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Nel 1979 arrivò La Leyenda del Tiempo, un disco che scosse il flamenco. Non era solo un cambiamento di suono: era una dichiarazione. Adattò poesie di Federico García Lorca con arrangiamenti di Ricardo Pachón e collaborazioni di Kiko Veneno, e all’improvviso il canto suonava come qualcosa che poteva viaggiare oltre l’Andalusia. Poi arrivò Tomatito, il suo compagno nella fase successiva, e insieme esplorarono territori ancora più liberi. Soy Gitano, del 1989, vendette più di qualsiasi altro disco di flamenco fino ad allora, ma la cosa più importante non fu il dato numerico: fu che, per la prima volta, il flamenco suonava come musica universale senza perdere la sua essenza.

Nel 1992, con Potro de Rabia y Miel, incise il suo ultimo disco in vita. Lo fece con Paco de Lucía e Tomatito alla chitarra, come se sapesse che era il suo addio. Morì nello stesso anno, a 41 anni, a Badalona, ma la sua voce rimane quel luogo in cui il vecchio e il nuovo si incontrano. Non serve conoscere il compás o le palmas per sentirlo: basta chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare da quella gola gitana verso dove il flamenco non era mai arrivato.

Dati

Nascita
5 dic 1950
Paese
🇪🇸 Spagna
Genere
flamenco