La registrazione vide la produzione di Ricardo Pachón e riunì musicisti come Tomatito e Raimundo Amador alla chitarra spagnola, Jorge Pardo al flauto, e Manolo Marinelli e Rafael Marinelli rispettivamente alle tastiere e al pianoforte. Canzoni come la traccia che dà il titolo all'album, La leyenda del tiempo, e in particolare Volando voy, composta da Kiko Veneno, divennero pezzi molto amati all'interno del suo repertorio. Alcuni dei testi, come quelli di Romance del Amargo, Homenaje a Federico e Bahía de Cádiz, presero come base poesie di Federico García Lorca, mostrando una fusione tra la tradizione letteraria e la musicalità fiamminga.
Questo album fu incluso nella lista di 1,000 Recordings to Hear Before You Die, un riconoscimento al suo impatto. La leyenda del tiempo non fu solo una pietra miliare nella carriera di Camarón, ma pose anche le basi per una generazione di artisti che avrebbero continuato a esplorare le possibilità del flamenco, mantenendo l'essenza della radice mentre guardavano al futuro.