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La leyenda del tiempo 1979
Album · di Camarón de la Isla ↗ Vai all'artista

La leyenda del tiempo

Quando Camarón de la Isla registrò La leyenda del tiempo nel 1979, fece un passo audace che ridefinì il flamenco. Questo disco, il suo decimo lavoro, segnò un prima e un dopo, allontanandosi dalla consueta collaborazione con Paco de Lucía per esplorare nuovi suoni. Si dice che cercasse di incorporare influenze dal rock e dal jazz, una svolta che alcuni definirono il "Sgt. Pepper's del flamenco". Il risultato fu un'opera che, sebbene inizialmente spiazzò i puristi e non fu un successo commerciale immediato, col tempo guadagnò il riconoscimento della critica come un punto di svolta per il genere, aprendo le porte a quello che sarebbe diventato noto come nuovo flamenco.

Anno
1979
Canzoni
10
Durata
37 min 3 seg
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Sull'album

La leyenda del tiempo, secondo DoReSol

La registrazione vide la produzione di Ricardo Pachón e riunì musicisti come Tomatito e Raimundo Amador alla chitarra spagnola, Jorge Pardo al flauto, e Manolo Marinelli e Rafael Marinelli rispettivamente alle tastiere e al pianoforte. Canzoni come la traccia che dà il titolo all'album, La leyenda del tiempo, e in particolare Volando voy, composta da Kiko Veneno, divennero pezzi molto amati all'interno del suo repertorio. Alcuni dei testi, come quelli di Romance del Amargo, Homenaje a Federico e Bahía de Cádiz, presero come base poesie di Federico García Lorca, mostrando una fusione tra la tradizione letteraria e la musicalità fiamminga.

Questo album fu incluso nella lista di 1,000 Recordings to Hear Before You Die, un riconoscimento al suo impatto. La leyenda del tiempo non fu solo una pietra miliare nella carriera di Camarón, ma pose anche le basi per una generazione di artisti che avrebbero continuato a esplorare le possibilità del flamenco, mantenendo l'essenza della radice mentre guardavano al futuro.