Inizio · Album · Café Tacvba · Re

Re 1994
Album · di Café Tacvba ↗ Vai all'artista

Re

Quando i Café Tacvba lanciarono Re nel 1994, avevano già compiuto un passo importante con il loro primo disco. Tuttavia, questo secondo album, registrato a Cuernavaca, Morelos, sotto la produzione della band stessa insieme a Gustavo Santaolalla, segnò un prima e un dopo. La band si dedicò a esplorare la ricchezza multiculturale del Messico, fondendo ritmi regionali come l'huapango e il son jarocho con influenze punk, funk, grunge, e persino samba brasiliana e heavy metal. Questa audacia sonora, che alcuni paragonarono alla diversità del White Album dei The Beatles, aprì loro le porte a una consacrazione internazionale, arrivando a vendere quasi mezzo milione di copie e venendo riconosciuto da La Revista Rolling Stone come il miglior album latinoamericano della storia del rock.

Anno
1994
Canzoni
20
Durata
59 min 53 seg
Ascolta l'album

20 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile

Sull'album

Re, secondo DoReSol

Il titolo Re, al di là di essere un prefisso che indica ripetizione o ritorno, racchiude la filosofia dietro il disco. Riflette l'idea di cicli nella vita umana e, soprattutto, il meticciato musicale come un viaggio circolare. In edizioni speciali, l'arte del disco includeva parole come "Ripetizione", "Riciclo" e "Resistenza", insieme a un proverbio nahuatl sulla natura ciclica del tempo. Per la band, lanciare un secondo album era di per sé un nuovo inizio, un ciclo che ricominciava. Nonostante inizialmente sia la critica che il pubblico in Messico lo percepissero come qualcosa di strano e meno accessibile del loro debutto, canzoni come La ingrata e Trópico de Cáncer iniziarono a risuonare forte in Sud America, specialmente in Cile. Questo successo regionale, spinto anche dalla "generazione MTV" degli anni novanta, destò l'interesse della stampa specializzata statunitense e di figure come David Byrne.

In Re, Rubén Albarrán adottò il nome d'arte "Cosme". La band contò anche sulla collaborazione di musicisti come Luis Conte e Alejandro Flores, che contribuirono alla ricca tessitura sonora dell'album. Questo lavoro significò per i Café Tacvba un punto di svolta, dimostrando una maturità artistica e una visione innovativa che trascendeva i confini e poneva le basi per la loro continua esplorazione musicale.