4 canzoni
Inizio · Album · Herbie Hancock · Head Hunters
1973
Sull'album
Head Hunters, secondo DoReSol
Il disco contiene solo quattro brani, ma ciascuno esplora un territorio distinto. “Chameleon”, il brano di apertura, è un classico istantaneo grazie alla sua linea di basso sintetizzata con un ARP Odyssey e un ritmo che pulsa in sedicesimi. Hancock e Mason diedero una nuova veste a “Watermelon Man”, un vecchio successo di Takin’ Off (1962), aggiungendo percussioni africane e un dettaglio curioso: Bill Summers soffia in una bottiglia di birra per imitare il flauto hindewho dei Mbuti Pygmies. “Sly” è un omaggio al leader dei Sly & the Family Stone, con un groove che avanza senza fretta ma senza sosta. Si chiude con “Vein Melter”, un brano lento in cui Hancock e Maupin si esibiscono al Fender Rhodes, con qualche effetto sintetico che affiora tra le note. Due di questi brani —“Chameleon” e “Vein Melter”— vennero pubblicati come singolo 45 RPM, ma con versioni ridotte che tagliavano parti fondamentali della registrazione originale.
L’impatto fu immediato: Head Hunters raggiunse la posizione 13 nella Billboard 200, un risultato inusuale per un album jazz all’epoca. Nel 2008, la Library of Congress lo inserì nel suo National Recording Registry, riconoscendolo come un’opera culturalmente rilevante. Ma oltre ai numeri, ciò che rimase fu quel suono che definì un’epoca: un jazz che ballava, un funk che improvvisava e un disco che, senza volerlo, divenne un ponte tra mondi musicali.