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Bocanada 1999
Album · di Gustavo Cerati ↗ Vai all'artista

Bocanada

Quando Gustavo Cerati si imbarcò in Bocanada, aveva già percorso un cammino importante con i Soda Stereo. Dopo il primo disco solista, Amor amarillo, uscito nel 1993, e la successiva dissoluzione della band, Cerati si dedicò completamente all'esplorazione del suo suono personale. Bocanada, pubblicato nel 1999, si percepisce come il vero punto di partenza della sua carriera solista, un lavoro in cui lui stesso fu coinvolto nella produzione e che fu definito da una marcata influenza della musica elettronica. Il suono si orienta verso il trip hop, il downtempo e la neopsichedelia, dialogando con artisti come Massive Attack o Portishead, e facendo un uso estensivo di campionamenti ottenuti tramite apparecchiature come l'Akai MPC e il Midi Mutator. Anche strumenti come Pro Tools giocarono un ruolo fondamentale nella creazione di questo universo sonoro.

Anno
1999
Canzoni
15
Durata
69 min 29 seg
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15 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile

Sull'album

Bocanada, secondo DoReSol

L'album si apre con Tabú, un brano che già anticipa la direzione elettronica, sebbene incorpori elementi jazz e una solida base ritmica con basso e chitarra elettrica. La composizione di Tabú si nutre di un sample di "Waltz for Lumumba" dei The Spencer Davis Group, sul quale Cerati costruì la melodia e la struttura della canzone. La rivista Rolling Stone ha evidenziato questo inizio come un "avvio a tutto groove" che sorprese i fan dei Soda Stereo, definendo lo stile "epico e cinematografico", segnando l'inizio di una fase "crooner" piena di sensualità e mistero. Il primo singolo trasmesso dalle radio fu Raíz, mentre il video musicale di Puente fu il primo a vedere la luce, e lo stesso Bocanada generò il maggior numero di video promozionali della sua carriera fino a quel momento.

La ricezione di Bocanada fu molto positiva. Critici come David Cortés Arce lo segnalarono come un disco essenziale nella storia del rock iberoamericano, e AllMusic gli assegnò una valutazione di 4 1/2 stelle. In Argentina, l'album raggiunse la certificazione di disco di platino vendendo oltre 60 mila copie nei suoi primi mesi. Anche l'immagine del disco fu curata, con la copertina affidata alla fotografa argentina Gaby Herbstein e il design grafico di Alejandro Ros.

Discografia

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