Inizio · Canzoni · Nat King Cole · Wild Is Love
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La storia dietro
Wild Is Love, secondo DoReSol
Nat "King" Cole registrò Wild Is Love in appena due minuti e tre secondi, ma quel breve tempo non ne sminuisce il peso. Il brano suona come un sospiro musicale: una melodia che scivola con leggerezza, quasi come se fluttuasse sopra il ritmo. Il piano di Cole non rimane fermo; porta avanti il pezzo con un’eleganza che ricorda quei momenti in cui la musica sembra respirare senza sforzo. Non ci sono abbellimenti superflui, solo l’essenza di un tema che si sostiene da sé, come se ogni nota fosse calcolata per non distrarre, ma per invitare.
La vita di Cole prima di Wild Is Love spiega perché suona così. Nacque a Montgomery nel 1919, ma crebbe nel fermento di Chicago, dove il jazz e il gospel si mescolavano nelle chiese e nei locali di Bronzeville. Sua madre suonava l’organo in chiesa, e lui imparò il piano lì, senza altri insegnanti oltre a lei. Da adolescente, rimase affascinato dal suono di Louis Armstrong e Earl Hines, due figure che plasmarono il suo modo di suonare. A diciassette anni guidava già il suo gruppo, e suo fratello Eddie si unì come bassista nel 1936. Il soprannome "King" gli venne in un palco, dove la sua presenza al piano lo rese il centro dell’attenzione. Quando arrivò a Long Beach negli anni ’40, aveva già abbandonato il cognome completo e divenne una figura riconoscibile nella scena jazz della California. Wild Is Love non è solo una canzone; è il riflesso di qualcuno che capì il jazz come un linguaggio naturale, senza bisogno di forzarlo.
Dall'album
The Nat King Cole Story
Nat King Cole · 1961 · Track 18
Dati