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Sublime

di Sublime · Album Sublime

Under My Voodoo

Durata 3:26

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La storia dietro

Under My Voodoo, secondo DoReSol

La voce di Bradley Nowell in Under My Voodoo sembra fluttuare su un ritmo che non si lascia afferrare. Il brano procede con una cadenza che mescola lo scioglimento ipnotico dello ska con il groove del reggae, ma c’è qualcosa che lo rende diverso: quel basso che si avvolge in mezzo a ogni battuta, come se il tempo stesso si allungasse senza spezzarsi. Non è un loop perfetto, ma una struttura che respira tra l’organico e il calcolato, proprio ciò che gli conferisce quell’aria di improvvisazione controllata che tanto definisce il suono dei Sublime. Il testo, crudo e diretto, affronta quella sottile linea tra controllo e sottomissione, dove il “vudù” non è solo un titolo, ma una metafora di come le cose — o le persone — possano trascinarti senza che te ne accorga.

Registrato ad Austin, Texas, in sessioni durate tre mesi, il brano nacque in un ambiente in cui musica e sostanze si mescolavano con la stessa naturalezza. Stuart Sullivan, l’ingegnere del suono, catturò quel caos su nastro, senza editare gli errori né smussare i contorni. Paul Leary, oltre a produrre, si occupò del missaggio, lasciando che il basso e la chitarra si contendessero lo spazio sullo stesso piano, come se ogni strumento avesse una propria voce nel dialogo. Il brano arrivò nei negozi il 30 luglio 1996, mesi dopo la morte di Nowell, e divenne una delle ultime registrazioni in cui la sua energia grezza pulsava ancora in ogni nota.

Dall'album

Sublime

Sublime

Sublime · 1996 · Track 13

Dati

Durata3:26
AlbumSublime
Anno1996