La storia dietro
Un’altra vita, secondo DoReSol
Il brano Un’altra vita suona come un viaggio nel tempo, con quell’aria di milonga che si mescola tra jazz e swing. Non è solo una melodia orecchiabile, ma un ponte tra ciò che Paolo Conte aveva già esplorato nei dischi precedenti e qualcosa di più maturo, dove i ritmi sudamericani gli conferiscono quel tocco unico. La registrazione nello studio Format di Torino —un luogo che già conosceva dai suoi primi lavori— ha donato un suono caldo, quasi intimo, come se ogni nota fosse stata pensata per risuonare dal vivo, senza filtri di studio. Il contrasto con le sessioni negli studi RCA di Roma per il resto dell’album Paris milonga (1981) rafforza questa dualità: da un lato, la freschezza di uno spazio familiare, e dall’altro, la precisione tecnica di un luogo in cui aveva già registrato in passato.
Curioso è che Conte tornò a collaborare con Lilli Greco, il produttore dei suoi primi due album, dopo una pausa con Nanni Ricordi in Un gelato al limon (1979). Quell’incontro non fu casuale: lo studio Format di Happy Ruggiero —dove fu registrato Un’altra vita insieme ad altri due brani, Via con me e Pretend— risuonava già con il suo stile. L’album Paris milonga, pubblicato il 31 maggio 1981, si rivelò un punto di svolta nella sua carriera: non solo consolidò la sua fusione tra jazz, swing e ritmi latini, ma segnò anche il suo ritorno a un suono che, anni dopo, sarebbe rimasto il suo marchio. Quando ricevette la Laurea honoris causa in Pittura nel 2007, aveva già dimostrato per decenni che la musica poteva essere versatile quanto la sua formazione iniziale come avvocato e pianista.
Dall'album
Paris milonga
Paolo Conte · 1981 · Track 7
Dati
Crediti
Testo Paolo Conte
Musica Paolo Conte