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La storia dietro
Ubangi Stomp, secondo DoReSol
C'è un momento in cui il piano di Jerry Lee Lewis diventa una bestia selvaggia: le dita colpiscono i tasti come se volessero romperli, il ritmo accelera senza preavviso e la voce squarcia l'aria con una miscela di sfida e pura gioia. Ubangi Stomp è uno di quei lampi in cui tutto si unisce in meno di due minuti, senza tempo per respirare. Non è una canzone che si ascolta: è una che ti afferra per il collo e ti trascina al centro della pista. Il brano avanza con un'energia che non perdona, come se Lewis avesse deciso che il rock & roll non poteva aspettare neppure un secondo in più per essere esattamente così: frenetico, caotico e assolutamente vivo.
Fu registrato nel 1958 negli studi della Sun Records, con Jack Clement e Sam Phillips al controllo del mixer. Non fu un processo tranquillo: Lewis aveva già infranto schemi con Whole Lotta Shakin’ Goin’ On l'anno precedente, e in Ubangi Stomp portò quell'attitudine all'estremo. Il brano dura appena un minuto e quarantasette secondi, ma in quel breve lasso di tempo ci stanno più idee che in molte canzoni di tre minuti. Non c'è spazio per dubbi né per abbellimenti: solo il piano, la batteria e quella voce che sembra sul punto di liberarsi da sé stessa. Il risultato è un pezzo che suona come improvvisazione, anche se dietro ci sono ore di prove e una fiducia assoluta che il caos possa essere musica.
Dall'album
Jerry Lee Lewis
Jerry Lee Lewis · 1958 · Track 5
Dati