La storia dietro
Tô cansado, secondo DoReSol
In Tô cansado, i Titãs hanno condensato la loro frustrazione in un riff tagliente che suona come un pugno sonoro. Il brano non supera i due minuti e mezzo, eppure in quel breve spazio trasmette un’energia che sembra sfuggire dallo studio. Il basso e la batteria si intrecciano con una precisione quasi meccanica, come se ogni colpo fosse un promemoria che in quel momento non c’è spazio per la stanchezza. Ciò che è interessante è che, nonostante la sua brevità, il pezzo non risulta affrettato: il ritmo accelerato si scontra con la ripetizione ossessiva del testo, creando una sensazione di spossatezza che l’ascoltatore può avvertire nel corpo.
La registrazione di Tô cansado fece parte delle sessioni di Cabeça Dinossauro, un disco che segnò una svolta nel suono dei Titãs. La band arrivò allo studio Nas Nuvens a Rio tra marzo e aprile del 1986, sotto la pressione di dover superare il relativo insuccesso del loro album precedente, Televisão, e con l’ombra di alcuni membri appena usciti di prigione. Il produttore Liminha, che all’epoca dirigeva la WEA, fu fondamentale per portare avanti il disco. Il risultato non solo gli valse il loro primo disco d’oro nello stesso anno, ma definì anche la direzione che avrebbero preso da allora in poi, mescolando punk, rock e una crudezza che pochi si aspettavano da una band brasiliana in quel periodo.
Dall'album
Cabeça Dinossauro
Titãs · 1986 · Track 8
Dati