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Doolittle

di Pixies · Album Doolittle

Tame

Durata 1:55

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Dall'album

Doolittle

Doolittle

Pixies · 1989 · Track 2

Dati

Duración1:56
ÁlbumDoolittle
Año1989
ISRCGBAFL9700089

La storia dietro

Pixies spaccano con Tame fin dal primo secondo: un minuto e passa in cui il silenzio si spezza con un sussurro e, all’improvviso, il fragore. Il brano non gira intorno al problema: tre accordi che si ripetono in frasi di tre battute, come se il ritmo respirasse in cicli brevi, senza dare modo all’orecchio di adattarsi. Joey Santiago inchioda un riff che lui stesso ha battezzato come il suo "accordo Hendrix" —una miscela di Fa settima con nona aumentata— e che, in meno di due minuti, definisce lo schema che poi esploderà nel grunge: dolce, forte, dolce, ma con un’aggressività che non chiede permesso. Non è solo un brano veloce; è un colpo secco che chiarisce perché band come Nirvana lo presero come manuale.

Il testo nasce da una rabbia personale, ma anche da un’osservazione acuta. Black Francis —o Charles Thompson, come viene anche chiamato— ha ammesso di averlo scritto pensando agli studenti del suo quartiere a Boston: ragazzi che, secondo lui, passavano più tempo a ubriacarsi e pavoneggiarsi che a fare qualcosa di utile. Nelle sue parole non c’è romanticismo; c’è disprezzo, quasi una sfida. In un’intervista per Esquire, lo ha chiarito: "Probabilmente ho trovato quei ragazzi, uomini e donne, mediocri". E sebbene poi abbia attenuato, dicendo di non voler sembrare maschilista, il brano rimane così, con quella miscela di ironia e crudezza che definisce lo stile dei Pixies. La registrazione, diretta da Gil Norton come produttore e con Matt Lane, Dave Snider e lo stesso Norton alla ingegneria, è riuscita a catturare quell’energia grezza che poi sarebbe diventata il marchio dell’album Doolittle, pubblicato nell’aprile 1989. Non cercavano di suonare raffinati; volevano che il rumore e la calma si scontrassero come onde, e Tame ne è l’esempio perfetto.