Delle quindici canzoni, tre spiccano per il loro impatto immediato: «Here Comes Your Man», singolo che scalò la classifica Modern Rock Tracks negli Stati Uniti; «Monkey Gone to Heaven», con la sua critica ambientale; e «Debaser», dove la band fuse caos e melodia. La stampa specializzata accolse l'album con elogi contrastanti: NME lo definì un lavoro che "ti fa saltare fuori dalla pelle", mentre Rolling Stone gli assegnò tre stelle e mezzo nella sua prima recensione. Quando Doolittle aveva sei mesi sul mercato, aveva già superato le cento mila copie vendute negli Stati Uniti.
La registrazione non fu un processo lineare. Black Francis, leader della band, compose la maggior parte delle canzoni durante un tour europeo con Throwing Muses nel 1988, e alcune vennero addirittura presentate in sessioni live per la BBC o in un EP gratuito della rivista Sounds. Norton, che aveva già lavorato con la band nel singolo «Gigantic», trascorse settimane di pre-produzione adattando gli arrangiamenti alla personalità mutevole di Francis. Il risultato fu un disco che, decenni dopo, rimane certificato disco d'oro negli Stati Uniti e un punto di riferimento per gli artisti del rock alternativo.