La storia dietro
Spit, secondo DoReSol
Sepultura ha registrato Spit in uno studio in Brasile durante le sessioni di Roots, l'album che ha segnato il loro ritorno alle radici della loro terra natale. Il brano, con i suoi 2:46 di durata, non è un pezzo qualsiasi: il riff iniziale è costruito su uno schema ripetitivo che poi si intreccia con percussioni tribali, creando un contrasto tra la durezza del metal e l'energia organica dei ritmi brasiliani. Non è un caso che il suono qui sia diverso da quello che avevano fatto finora: il disco cercava di esplorare il Brasile più profondo, e Spit è uno degli esempi più chiari di quella fusione.
L'album è stato registrato a Belo Horizonte, Minas Gerais, con la produzione di Ross Robinson e della band, mentre il missaggio è stato affidato a Andy Wallace e Steve Sisco. Gli ingegneri Rob Agnello, Chuck Johnson e Richard Kaplan hanno catturato un suono grezzo, senza filtri, in cui la batteria di Igor Cavalera e le chitarre di Andreas Kisser convivono con collaborazioni chiave come quelle di Carlinhos Brown, che ha contribuito con arrangiamenti di percussioni che gli hanno dato quell'aria tribale così caratteristica. Il risultato è stato un disco che, al suo lancio in Europa nel febbraio 1996 e tre settimane dopo negli Stati Uniti, ha ridefinito il suono della band e li ha consolidati come una delle poche formazioni metal con proiezione globale.
Dall'album
Roots
Sepultura · 1996 · Track 7
Dati
Crediti
Testo Max Cavalera
Musica Sepultura