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Roots 1996
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Roots

Quando i Sepultura pubblicarono Roots in Europa il 20 febbraio 1996, e tre settimane dopo negli Stati Uniti, segnò un punto di svolta. Questo lavoro, il sesto album in studio della band, si immerse profondamente nelle texture musicali del Brasile, esplorando ritmi più lenti e una forte influenza latina che si era già accennata in Chaos A.D.. Una delle collaborazioni più notevoli fu con il musicista brasiliano Carlinhos Brown, che contribuì con arrangiamenti e guidò le sezioni di percussione, conferendo all'album una distintiva ricchezza sonora. L'estetica generale di Roots si rivolse anche alle popolazioni e culture indigene del Brasile, un cenno consapevole che risuonava nella scelta dei suoni e dei temi. Il brano Itsári, ad esempio, includeva un canto Xavante che riappariva in Born Stubborn, creando un filo conduttore per un album che dimostrava una crescente affinità per la sperimentazione e la collaborazione.

Anno
1996
Canzoni
17
Durata
77 min 30 seg
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17 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile

Sull'album

Roots, secondo DoReSol

La registrazione di Roots, avvenuta tra ottobre e dicembre 1995 negli studi Indigo Ranch a Malibu, California, fu caratterizzata non solo dall'attenzione alle radici brasiliane, ma anche dall'inclusione di ospiti di rilievo. Lookaway vide la partecipazione di Jonathan Davis (cantante dei Korn), David Silveria (batterista dei Korn all'epoca), DJ Lethal (degli House of Pain/Limp Bizkit) e Mike Patton (cantante dei Faith No More e Mr. Bungle). Musicalmente, l'album rifletteva anche l'influenza del nascente movimento nu metal, in particolare di band come Korn e Deftones, i cui primi lavori condivisero il produttore con Roots nella figura di Ross Robinson. Dopo la sua uscita dai Sepultura, Max Cavalera continuò a esplorare questi stili con il suo progetto Soulfly.

Roots divenne una pietra miliare, vendendo oltre due milioni di copie in tutto il mondo e raggiungendo il 27° posto nella Billboard 200, diventando l'album di maggior successo commerciale della band. L'ispirazione per questo suono così particolare provenne da un profondo desiderio di abbracciare l'eredità brasiliana, inclusi suoni indigeni che fino ad allora erano estranei ai membri dei Sepultura. L'idea principale emerse dopo aver visto il film At Play in the Fields of the Lord, che ispirò Max Cavalera a cercare la registrazione con una tribù nativa brasiliana. Dopo aver ottenuto il supporto di Roadrunner Records, e con l'aiuto di Angela Pappiani, coordinatrice delle comunicazioni del Núcleo de Cultura Indígena do Brasil, fu organizzato un viaggio nel Mato Grosso per visitare la tribù Xavante. La copertina dell'album, con l'immagine di una donna indigena di una banconota Cruzeiro brasiliana, fu modificata dall'artista Michael Whelan, che aggiunse un medaglione con il logo tribale dei Sepultura e uno sfondo di radici rosse, incapsulando visivamente l'essenza del disco.