La registrazione di Roots, avvenuta tra ottobre e dicembre 1995 negli studi Indigo Ranch a Malibu, California, fu caratterizzata non solo dall'attenzione alle radici brasiliane, ma anche dall'inclusione di ospiti di rilievo. Lookaway vide la partecipazione di Jonathan Davis (cantante dei Korn), David Silveria (batterista dei Korn all'epoca), DJ Lethal (degli House of Pain/Limp Bizkit) e Mike Patton (cantante dei Faith No More e Mr. Bungle). Musicalmente, l'album rifletteva anche l'influenza del nascente movimento nu metal, in particolare di band come Korn e Deftones, i cui primi lavori condivisero il produttore con Roots nella figura di Ross Robinson. Dopo la sua uscita dai Sepultura, Max Cavalera continuò a esplorare questi stili con il suo progetto Soulfly.
Roots divenne una pietra miliare, vendendo oltre due milioni di copie in tutto il mondo e raggiungendo il 27° posto nella Billboard 200, diventando l'album di maggior successo commerciale della band. L'ispirazione per questo suono così particolare provenne da un profondo desiderio di abbracciare l'eredità brasiliana, inclusi suoni indigeni che fino ad allora erano estranei ai membri dei Sepultura. L'idea principale emerse dopo aver visto il film At Play in the Fields of the Lord, che ispirò Max Cavalera a cercare la registrazione con una tribù nativa brasiliana. Dopo aver ottenuto il supporto di Roadrunner Records, e con l'aiuto di Angela Pappiani, coordinatrice delle comunicazioni del Núcleo de Cultura Indígena do Brasil, fu organizzato un viaggio nel Mato Grosso per visitare la tribù Xavante. La copertina dell'album, con l'immagine di una donna indigena di una banconota Cruzeiro brasiliana, fu modificata dall'artista Michael Whelan, che aggiunse un medaglione con il logo tribale dei Sepultura e uno sfondo di radici rosse, incapsulando visivamente l'essenza del disco.