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La storia dietro
Seed, secondo DoReSol
Il brano Seed dei Sublime è una di quelle canzoni che sembrano semplici ma racchiudono un peso enorme. Con appena due minuti e dieci secondi di durata, il pezzo funziona come un colpo secco: diretto, senza fronzoli e con un’energia che non chiede permesso. Il basso e la batteria tracciano un ritmo che avanza senza sosta, mentre la voce di Bradley Nowell scorre su quella base con una naturalezza che fa dimenticare la sua crudezza. Non è una canzone che si ascolti per caso; si percepisce come un messaggio urgente, come se ogni nota portasse con sé qualcosa che non può aspettare.
Lo registrarono ad Austin, Texas, in sessioni che durarono tre mesi e che, secondo quanto raccontano, furono tutt’altro che un processo convenzionale. L’ingegnere Stuart Sullivan catturò su nastro un suono grezzo, dove il disordine della vita della band si insinuò tra gli arrangiamenti. Paul Leary, oltre a produrre, si occupò di mixare il brano, donandogli quell’aria sporca ma precisa che definisce lo stile dei Sublime. La canzone apparve nell’album Sublime, pubblicato il 30 luglio 1996 dalla MCA Records, poco dopo la morte di Nowell. Non ci fu tempo per correzioni né per ammorbidire i contorni; ciò che rimase fu ciò che suonò in quel momento, senza filtri.
Dall'album
Sublime
Sublime · 1996 · Track 7
Dati