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La storia dietro
San Francisco y el lobo, secondo DoReSol
Questo brano taglia come un coltello: in poco più di due minuti, “San Francisco y el lobo” passa da un ritmo frenetico a un ritornello che rimane impresso nella memoria. Il basso e la batteria tracciano un ritmo che non concede tregua, mentre la chitarra disegna linee taglienti che sembrano imitare gli ululati del lupo del titolo. Non ci sono ornamenti, né cori prolungati, né lunghe transizioni: tutto è lì affinché la canzone non sfugga, come se il tempo stesso si fosse compresso per far arrivare il messaggio dritto al punto.
L’hanno registrata nel bel mezzo di un cambiamento di sound: dopo l’esperienza orchestrale del loro primo disco, i Serú Girán hanno scelto di spogliarsi di tutto il superfluo. L’idea era chiara: che ogni nota risuonasse con l’urgenza di chi non vuole perdere l’attimo. Il risultato è stato presentato dal vivo all’Auditorio Buenos Aires, dove il gruppo si è esibito dal 6 al 16 settembre 1979. A quel punto, si erano già lasciati alle spalle gli arrangiamenti pomposi e puntavano su canzoni che respirassero senza filtri. L’album, *La grasa de las capitales*, finì per occupare il 17° posto nella classifica dei migliori album del rock argentino stilata da *Rolling Stone* anni dopo. Ma all’epoca, ciò che contava era l’impatto immediato: un disco che suonava come un pugno sul tavolo.
Dall'album
La grasa de las capitales
Serú Girán · 1979
Dati