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La storia dietro
La grasa de las capitales, secondo DoReSol
In *La grasa de las capitales* il riff di chitarra si conficca come un coltello nel burro tiepido: è rock grezzo, senza filtri, con quella distorsione che sembra uscita da una prova di strada. Non ci sono ornamenti né arrangiamenti orchestrali, solo la potenza di quattro musicisti che suonano come se il mondo dovesse finire domani. Il testo, tagliente e diretto, disegna un ritratto delle città che divorano le persone: capitali dove l’asfalto ingrassa e la gente dimagrisce. È una canzone che non chiede il permesso di suonare forte, ed è proprio lì che sta la sua magia: nel modo in cui trasforma il malcontento in un ritmo che non si dimentica.
L’intero disco è stato registrato nel 1979 con un’urgenza che si percepisce in ogni nota. I Serú Girán si erano lasciati alle spalle gli arrangiamenti sinfonici del loro primo lavoro e avevano puntato su qualcosa di più viscerale, quasi aggressivo. La presentazione all’Auditorio Buenos Aires (ex Ex Kraft) fu un vero successo: dal 6 al 16 settembre, la band suonò davanti a un pubblico che non voleva più ascoltare eleganza, ma grinta. La copertina, una parodia della rivista Gente, preannunciava già il tono: niente mezze misure. Nel 1994, l’etichetta Diapasó ha ripubblicato il disco, ma a quel punto *La grasa de las capitales* aveva già lasciato il segno nella classifica di *Rolling Stone*, posizionandosi al 17° posto tra i migliori album del rock argentino.
Dall'album
La grasa de las capitales
Serú Girán · 1979
Dati