Accordi in preparazione
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La storia dietro
Rebel Music (3 O’Clock Roadblock), secondo DoReSol
Questa canzone non chiede il permesso di suonare forte. Rebel Music (3 O’Clock Roadblock) irrompe con un ritmo che sembra scritto alle tre del mattino, proprio quando il corpo chiede di fermarsi ma la mente rimane in stato di guerra. Il basso e la batteria tracciano una base che non si ferma, come se il tempo stesso fosse diventato un ostacolo da schivare. Marley non canta di ribellione: la vive dentro di sé, con una voce che oscilla tra un sussurro e un grido, come se ogni parola uscisse da un luogo in cui le regole non valgono più. La chitarra, dal canto suo, si muove tra linee melodiche e tagli bruschi, dando l’impressione che la canzone avanzi senza curarsi degli ostacoli—nemmeno di quelli che crea da sola.
Fu registrata in un momento in cui Bob Marley non era più solo il leader dei vecchi The Wailers, ma il centro di una nuova formazione che includeva i fratelli Barrett—Aston "Family Man" al basso e Carlton alla batteria—e musicisti come Junior Marvin e Al Anderson alle chitarre. Chris Blackwell, il produttore della Island Records, era lì per catturare quel suono grezzo ma preciso, con Sid Bucknor a capo del missaggio. Durava quasi sette minuti, tempo sufficiente perché la canzone respirasse tra i suoi strati di percussioni, tastiere e cori, senza bisogno di essere editata in studio. Più tardi, nel 2003, Natty Dread—l’album che la contiene—finì al 181º posto della lista di Rolling Stone sui 500 migliori dischi di tutti i tempi, ma al tempo cercava solo di riflettere ciò che Marley provava vivendo in un mondo che gli chiudeva le porte in faccia.
Dall'album
Natty Dread
Bob Marley & The Wailers · 1974 · Track 4
Dati