La storia dietro
People of the Sun, secondo DoReSol
L'energia grezza di People of the Sun scatta fin dall'inizio con una narrazione retrospettiva, collegando la lotta contemporanea con echi ancestrali. Il testo, nato da un'esperienza personale di Zack de la Rocha in Chiapas, evoca la resistenza dei popoli indigeni contro l'oppressione. Non è solo una narrazione, ma un arazzo di riferimenti storici che vanno dalla caduta dell'Impero Azteco per mano degli spagnoli, menzionando persino l'ultimo imperatore Cuauhtémoc, fino ai disordini del Zoot Suit Riots del 1943 a Los Angeles. L'immagine che accompagna il singolo, una fotografia del 1927 di Tina Modotti che mostra mais, una falce e una bandoliera, rafforza questo legame tra terra, lavoro e lotta.
Questo brano, pubblicato come secondo singolo dell'album Evil Empire nel 1996, ha un'interessante storia di gestazione. Sebbene la versione che conosciamo sia stata registrata nel 1995 nei Cole Rehearsal Studios a Los Angeles, la band la eseguiva già dal vivo dal 1992. Le prime esibizioni in locali come il Club With No Name a West Hollywood, California, presentavano testi diversi, inclusi frammenti della loro canzone Fistful of Steel. La versione definitiva, con il testo che conosciamo oggi, debuttò dal vivo a Parigi, Francia, il 9 maggio 1996. La produzione di Evil Empire fu curata da Brendan O'Brien e dalla band stessa, con Caram Costanzo e Clay Harper come ingegneri di registrazione, e Andy Wallace al mixaggio. Il brano, della durata di 2:30, divenne un punto di riferimento nel genere, ricevendo una nomination ai Grammy nel 1998 nella categoria Miglior Performance Hard Rock.
Dall'album
Evil Empire
Rage Against the Machine · 1996 · Track 1
Dati
Crediti
Testo Zack de la Rocha
Musica Zack de la Rocha, Tom Morello, Brad Wilk, Tim Commerford