Inizio · Canzoni · Vinicio Capossela · Pena del alma
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Dall'album
Ovunque proteggi
Vinicio Capossela · 2006 · Track 10
Dati
La storia dietro
Questa canzone, Pena del alma, è una di quelle composizioni che si piantano nel petto senza preavviso. Non è solo il modo in cui Vinicio Capossela intreccia le parole con un ritmo che sembra trascinarsi tra il lamento e la danza, ma quella miscela di suoni che ricorda sia una taverna del sud Italia sia una officina meccanica allo stesso tempo. La registrazione, realizzata presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani nel 2005, ha qualcosa di grezzo e organico, come se ogni strumento fosse stato accordato nel momento giusto perché la canzone respirasse da sola. Il risultato è un brano che non chiede scusa per la sua intensità, ma la espone con la naturalezza di chi sa che il dolore, a volte, va cantato ad alta voce.
L'album Ovunque proteggi, in cui compare questo pezzo, arrivò nei negozi nel gennaio 2006 dopo quasi sei anni senza un nuovo disco di Capossela. La presentazione ufficiale si tenne presso la Chiesa di San Carpoforo di Milano, un luogo che, di per sé, già conferiva un tono di cerimonia intima a ciò che sarebbe seguito. Ma al di là dei dettagli di produzione o della ricezione iniziale, ciò che spicca qui è come la canzone si regga sulla sua stessa particolarità: né completamente malinconica né del tutto festosa, ma in quel punto in cui la pena diventa musica e la musica diventa anima. Il Targa Tenco vinto dal disco nello stesso anno, e il secondo posto nella classifica di Mojo nel 2007, sembrano confermare che non fu un caso fortuito, ma il riflesso di qualcosa che era già lì, in attesa di essere ascoltato.