L'album si apre con il suono degli shofàr, introducendo Ovunque proteggi, un brano ispirato al salmo biblico omonimo, che esplora il rapporto della fede ebraica con Yahweh. Nelle versioni dal vivo, questa canzone incorpora spesso un inizio in ebraico recitato dal traduttore e poeta Guido Ceronetti, come si può ascoltare nell'album live Nel niente sotto il sole - Grand tour 2006. Un altro brano di spicco è Brucia Troia, che fonde il mito di Elena e Paride con quello del Minotauro. Registrata nella grotta di Ispinigoli con un arrangiamento più vicino all'hard rock rispetto al solito nella sua opera, include un riferimento a "Quindici uomini sulla cassa del morto" dalla serie televisiva L'isola del tesoro e si ispira ai titoli di testa di Edipo Re di Pasolini. D'altra parte, Dalla parte di Spessotto affronta la vita di persone con caratteristiche insolite che vengono emarginate dalla società.
Moskavalza, descritta dallo stesso Capossela come "un pezzo techno", narra la storia russa fino al 1991, menzionando figure come Vysotskyj e Majakovskij, e incorporando una frase di Ivan il Terribile in inglese e russo. Infine, Al colosseo offre una cruda descrizione degli spettacoli violenti dell'antica Roma, come i combattimenti dei gladiatori e le esecuzioni, evocando anfiteatri come il Colosseo e rendendo omaggio a In the Colosseum di Tom Waits, dall'album Bone Machine del 1992. Ovunque proteggi è stato riconosciuto con la Targa Tenco nel 2006 come miglior album e la rivista Mojo lo ha classificato come il secondo miglior disco del 2006 nella categoria "world". Inoltre, è stato incluso nella lista dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia.