Inizio · Canzoni · Nat King Cole · Non Dimenticar
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La storia dietro
Non Dimenticar, secondo DoReSol
Quel brano che Nat "King" Cole registrò nel 1965, Non Dimenticar, sembra un sospiro di jazz classico avvolto nella malinconia. La versione originale dura tre minuti e quaranta secondi, ma in quei pochi spartiti c'è qualcosa che la rende diversa: il piano di Nat non si limita ad accompagnare, ma dialoga con la voce come se fossero due musicisti su un palco intimo. Non è un pezzo che cerca di attirare l'attenzione con virtuosismi, ma scorre con una naturalezza che sembra tratta da un pomeriggio qualsiasi in un club di Chicago. Il titolo, che in italiano significa "non dimenticare", anticipa già quella miscela di nostalgia e tenerezza che attraversa tutta la composizione.
Nat "King" Cole non nacque con il nome che lo avrebbe reso famoso. Nacque come Nathaniel Adams Coles a Montgomery nel 1919, ma quando la sua famiglia si trasferì a Chicago da bambino, suo padre —ministro di una chiesa battista — gli insegnò a suonare l'organo nel tempio. Quella fu la sua unica formazione musicale formale, ma gli bastò per assorbire il jazz che aleggiava nel quartiere di Bronzeville, dove i locali notturni pullulavano di suoni di Louis Armstrong e Earl Hines. A metà degli anni Trenta, a soli sedici anni, già suonava il piano in quei locali, e suo fratello Eddie si unì come bassista. Fu in uno di quei posti che qualcuno lo chiamò "King", un soprannome che gli rimase appiccicato. Nel 1936, già registrava i suoi primi dischi come leader del suo trio, e sebbene inizialmente il successo fosse locale, il suo stile —pulito, senza eccessi— finì per aprirgli le porte oltre Chicago. Quando arrivò in California anni dopo, portava già con sé quella miscela di tradizione gospel e swing che avrebbe definito la sua carriera.
Dall'album
The Nat King Cole Story
Nat King Cole · 1961 · Track 14
Dati