La storia dietro
My Sweet Lord, secondo DoReSol
Quando ti immergi in My Sweet Lord, ti imbatti in una canzone che fonde devozione spirituale con una sonorità che ti avvolge. Il brano, scritto da George Harrison, è nato in un momento di profonda riflessione, cercando di creare ponti tra diverse credenze. Harrison immaginò un testo che invitasse a mettere da parte le divisioni religiose, intrecciando l'"hallelujah" ebraico con i canti "Hare Krishna" e le preghiere vediche. Nella registrazione, il produttore Phil Spector applicò il suo distintivo "Wall of Sound", creando un'atmosfera densa e avvolgente. Inoltre, spicca la tecnica della chitarra slide di Harrison, che un biografo descrisse come una firma sonora tanto unica quanto quella di Zorro. Alla registrazione parteciparono musicisti come Ringo Starr, Eric Clapton, Gary Brooker, Bobby Whitlock e membri dei Badfinger.
La genesi di My Sweet Lord risale al dicembre 1969, durante un tour europeo di Delaney & Bonnie a Copenaghen, Danimarca. Lì, Harrison, insieme a Billy Preston ed Eric Clapton, iniziò a dare forma all'idea. Secondo quanto raccontato dallo stesso Harrison in una testimonianza giudiziaria, la melodia emerse mentre si trovava in una sala superiore del Falkoner Theatre, alternando accordi di chitarra e frasi di "hallelujah" e "Hare Krishna". Questa canzone fu originariamente pensata per essere registrata da Billy Preston, e infatti, la sua versione apparve nell'album Encouraging Words nel settembre 1970, co-prodotto da Harrison. Tuttavia, Harrison decise di pubblicarla come suo primo singolo da solista, e il brano divenne un successo mondiale, raggiungendo il primo posto nelle classifiche di popolarità. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, fu il primo numero uno di un ex-Beatle. L'album che la contiene, All Things Must Pass, fu pubblicato nel novembre 1970 come triplo LP, segnando il primo lavoro solista di Harrison dopo la separazione dei The Beatles nell'aprile di quell'anno. La canzone fu anche ri-registrata da Harrison come My Sweet Lord (2000) per una riedizione dell'album.
Dall'album
All Things Must Pass
George Harrison · 1970 · Track 2
Dati
Crediti
Testo George Harrison
Musica George Harrison