La storia dietro
Miro todo, secondo DoReSol
Miro Todo suona come se Juana Molina avesse preso uno specchio, lo avesse rotto in pezzi e poi rimontato di nuovo. Il brano procede con un ritmo che sfugge alla misura tradizionale, come se ogni nota fluttuasse per un istante prima di cadere sull’accordo successivo. Non è una melodia da ascoltare tutta d’un fiato, ma una che invita a soffermarsi nei silenzi tra i suoni, dove l’aria sembra respirare insieme alla voce di Molina.L’ha registrato tra il 2020 e il 2025 nel suo studio casalingo a General Pacheco, usando sintetizzatori analogici e sequencer che aveva già sperimentato nei concerti Improviset insieme a Odín Schwartz.
Quelle sessioni, che hanno accumulato oltre sessanta ore di improvvisazione, sono diventate il germe di Doga, il suo primo album con nuovo materiale in otto anni e il primo, dopo Rara (1996), realizzato con un produttore esterno. Il risultato, Miro Todo, dura 8:53 e si avverte come un viaggio senza fretta, dove ogni ripetizione di un pattern non è un’eco, ma un ulteriore strato di un paesaggio sonoro che si costruisce lentamente.
Dall'album
Doga
Juana Molina · 2025 · Track 8
Dati