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La storia dietro
Mediodía, secondo DoReSol
In Mediodía il tempo si allunga come un sole di mezzogiorno sull’asfalto. Non è solo una canzone: è un istante che la band Café Tacvba ha catturato in tre minuti e cinquantasei secondi, dove la batteria reale —per la prima volta nel loro disco— colpisce con un’urgenza che prima simulavano solo con drum machine. Il riff principale non procede in linea retta: si avvolge su sé stesso, come se ogni nota fosse un’eco della precedente, e all’improvviso il basso entra con una linea che sembra fluttuare sul tempo. Il contrasto tra l’organico e il calcolato è ciò che rende questo brano non un semplice rock alternativo generico, ma qualcosa di più personale, come se il calore di Cuatro Caminos —quel luogo a nord della Città del Messico dove la band provava— si fosse insinuato tra le corde.
La registrazione dell’album Cuatro caminos, pubblicato nel luglio 2003 da Universal Music Group, non seguì il ritmo frenetico delle produzioni dell’epoca. Al contrario, i Café Tacvba si chiusero in studi improvvisati con Dave Fridmann, Aníbal Kerpel, Gustavo Santaolalla e Andrew Weiss come produttori, cercando un suono che sembrasse vivo anche quando non lo era. Rubén Albarrán, sotto lo pseudonimo di Élfego Buendía, lasciò che i testi fluissero senza filtri, come se l’intero disco fosse un diario di viaggio attraverso i paesaggi sonori di Naucalpan. Mediodía non fa eccezione: dove altre band avrebbero inserito un ritornello solido, loro preferirono lasciare che il brano si sciogliesse in strati, come l’aria calda sull’asfalto.
Dall'album
Cuatro caminos
Café Tacvba · 2003 · Track 3
Dati