La storia dietro
Majestic Dance, secondo DoReSol
Return to Forever registrò Majestic Dance nel febbraio 1976 agli studi Caribou Ranch, vicino a Nederland, Colorado, un luogo già intriso di leggenda per aver ospitato sessioni di Stanley Clarke e Chick Corea. Il brano, della durata di cinque minuti e un secondo, non è solo un altro pezzo di Romantic Warrior —il loro primo disco per la Columbia Records dopo aver lasciato la Polydor—, ma il momento in cui la band decise di eliminare il credito "featuring Chick Corea" dalla copertina, come se il gruppo, ormai consolidato, non avesse più bisogno di presentazioni.
Registrato dal vivo con le attrezzature al limite, il suono di Majestic Dance respira quella miscela di precisione tecnica e libertà che definisce il jazz-rock dell'epoca: i tastiere di Corea si intrecciano con la chitarra di Al Di Meola in un dialogo che non sembra provato, ma una conversazione tra musicisti che sanno esattamente dove si trova il confine.
L'intero album nacque come risposta a The Myths and Legends of King Arthur di Rick Wakeman, ma mentre il tastierista britannico esplorava il prog rock con arpeggi e orchestrazioni, Return to Forever lo fece con distorsioni, groove taglienti e un omaggio medievale che si insinua nei riff. Majestic Dance, in particolare, cattura questa tensione: il basso di Clarke disegna linee che sembrano tratte da un racconto cavalleresco, mentre la batteria di Lenny White e le percussioni di Airto Moreira imprimono un ritmo che oscilla tra il tribale e l'elettrico. La registrazione, certificata Gold negli USA, non fu un caso: i produttori — Corea, Clarke, Di Meola e White — lavorarono gomito a gomito in studio, senza fretta ma senza pause, come se sapessero di scrivere una pagina chiave del jazz fusion. E lo fecero in tre settimane, con attrezzature in prestito e la pressione di dimostrare che, dopo anni di sperimentazione, potevano suonare come nessun altro.
Dall'album
Romantic Warrior
Return to Forever · 1976 · Track 4
Dati
Crediti
Musica Al Di Meola